NanoPhoria: Una Tech Made in Italy che da i polmoni, porta un farmaco al cuore

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NanoPhoria: Una Tech Made in Italy che da i polmoni, porta un farmaco al cuore

 

NanoPhoria: la startup italiana che porta un farmaco al cuore attraverso i polmoni. Grazie agli  83,5 milioni di euro raccolti nel più grande round Serie A della storia del biotech italiano, lo spin-off del CNR sta riscrivendo le regole del trattamento dello scompenso cardiaco

C’ĆØ una malattia che colpisce oltre 60 milioni di persone nel mondo e che uccide circa la metĆ  di chi ne riceve diagnosi entro cinque anni. Si chiama scompenso cardiaco con frazione di eiezione ridotta, in sigla HFrEF,Ā  ed ĆØ una delle sfide più difficili della cardiologia moderna.

Non esiste ancora una terapia capace di agire sulla causa profonda del problema, nel senso che le cure disponibili gestiscono i sintomi, rallentano la progressione, ma non guariscono.

NanoPhoria Bioscience, startup biotech milanese nata nel 2022 dalla ricerca del Consiglio Nazionale delle Ricerche, sta cercando di cambiare questa equazione, con una tecnologia che non ha precedenti nel settore, grazie a un farmaco che arriva al cuore, passando attraverso i polmoni, senza bisogno di intervento chirurgico o iniezione intravenosa.

A ottobre 2025 ha chiuso il più grande round Serie A nella storia del biotech italiano: 83,5 milioni di euro, guidati da XGEN Venture, Sofinnova Partners e CDP Venture Capital.

Non ĆØ solo una cifra, ma ĆØ piuttosto il segnale che la comunitĆ  scientifica e finanziaria internazionale ha deciso di scommettere su questa ricerca.

Il problema: perché lo scompenso cardiaco è così difficile da trattare

Per capire il valore di quello che NanoPhoria sta costruendo bisogna prima capire la complessitĆ  del problema che affronta. Il cuore batte grazie a un meccanismo preciso: ogni contrazione dipende dal flusso di ioni calcio che entra nelle cellule cardiache, i cardiomiociti, attraverso canali specializzati.

Quando questo flusso si altera, magari per cause genetiche, per un infarto pregresso o per altre patologie croniche,Ā  il cuore inizia a pompare il sangue con una forza insufficiente.
Questo ĆØ purtroppo l’inizio dello scompenso cardiaco con frazione di eiezione ridotta, che rappresenta una condizione cronica e progressiva, nonché  invalidante nella vita quotidiana e letale nel lungo periodo.

Nonostante decenni di ricerca, i farmaci disponibili intervengono sulle conseguenze di questo meccanismo, non sulla sua causa, nel senso che regolano la pressione, riducono il carico di lavoro del cuore, rallentano la progressione, ma non ripristinano il flusso di calcio alterato.

NanoPhoria parte da qui, dall’unico punto in cui nessuno era riuscito ad arrivare prima.

La tecnologia: un farmaco che viaggia dai polmoni al cuore

La soluzione che NanoPhoria ha sviluppato si chiama NP-MP1 ed ĆØ basata su una piattaforma tecnologica interamente proprietaria: nano-in-micro da polmone a cuore.

Il principio ĆØ tanto semplice nell’idea quanto complesso nella realizzazione. Infatti NP-MP1 ĆØ un peptide, e cioĆØ una piccola proteina sintetica,Ā  progettato per modulare i canali del calcio nelle cellule cardiache.

Il problema storico di questo tipo di molecole ĆØ la difficoltĆ  di somministrazione: i cardiomiociti sono cellule difficilmente raggiungibili senza procedure invasive. NanoPhoria ha risolto questo problema con un approccio radicalmente diverso: l’inalazione.

Il paziente quindi non dovrĆ  fare altro che inalare il farmaco come farebbe con uno spray per l’asma. In questo caso le molecole vengono veicolate da nanoparticelle di calcio-fosfato, materiali biocompatibili e biomimetici, i qualiĀ  attraversano la barriera polmonare e raggiungono in modo mirato i cardiomiociti nel cuore.

Risulta importante ricordare che per la prima volta che una tecnologia di questo tipo viene sviluppata per il trattamento dello scompenso cardiaco.

Nei modelli preclinici i risultati sono stati promettenti: infattiĀ  NP-MP1 ha dimostrato di migliorare la frazione di eiezione, e cioĆØ la misura della quantitĆ  di sangue che il cuore riesce a pompare ad ogni battito,Ā  intervenendo direttamente sul meccanismo del calcio che ĆØ alla base della patologia.

Il round: 83,5 milioni e un primato nella storia del biotech italiano

Il 6 ottobre 2025 NanoPhoria ha annunciato la chiusura del proprio round Serie A. Si parla di una  cifra di 83,5 milioni di euro: il più grande round di questo tipo mai realizzato da una startup biotech italiana.

A guidare l’operazione sono stati tre investitori di primo piano: XGEN Venture, fondo italiano specializzato in life sciences early stage; Sofinnova Partners, uno dei principali venture capital europei nel settore biotech con sede a Parigi; e CDP Venture Capital, il braccio di investimento della Cassa Depositi e Prestiti italiano.

A questi si sono aggiunti PanakĆØs Partners e un quarto investitore che ha scelto di rimanere anonimo. La composizione del sindacato di investimento ĆØ significativa: unisce competenze italiane ed europee, capitale pubblico e privato, visione di lungo periodo e capacitĆ  operativa immediata.

Come ha dichiarato Paolo Fundarò, Managing Partner di XGEN Venture: “Questo investimento si allinea perfettamente con la strategia di XGEN di guidare i round di finanziamento iniziali nelle startup italiane più innovative che affrontano reali esigenze mediche.”

In definitiva si tratta diĀ  una validazione scientifica prima ancora che finanziaria.

Le radici: dalla ricerca pubblica italiana a leader europeo del biotech

NanoPhoria non ĆØ nata in un garage nĆ© da un’intuizione improvvisa. ma piuttosto ĆØ il risultato di anni di ricerca scientifica condotta all’interno del Consiglio Nazionale delle Ricerche, la principale istituzione pubblica di ricerca in Italia, da un gruppo di quattro scienziati con competenze complementari in nanotecnologie, farmacologia cardiaca e sistemi avanzati di rilascio dei farmaci.

Quella competenza, costruita in oltre un decennio di lavoro nei laboratori del CNR, ĆØ diventata nel 2022 il nucleo scientifico attorno a cui ĆØ nata NanoPhoria.Il supporto iniziale di Sofinnova Telethon, fondo early stage di Sofinnova Partners dedicato a startup che emergono dalla ricerca pubblica italiana, ĆØ stato determinante per trasformare quella ricerca in un’azienda strutturata e proiettata verso i mercati internazionali.

ƈ esattamente il modello che l’ecosistema italiano dell’innovazione biotech dovrebbe replicare su scala più ampia: universitĆ  e centri pubblici di ricerca come incubatori di startup ad alto impatto, con fondi specializzati capaci di accompagnare la transizione dalla scienza al mercato.

Il contesto: perchƩ questo round conta per il Tech Made in Italy

La storia di NanoPhoria non appartiene solo al mondo della medicina. Appartiene a quello più ampio del Tech Made in Italy, quella parte dell’ecosistema italiano che lavora su tecnologie profonde, con cicli di sviluppo lunghi, rischi elevati e potenziale di impatto straordinario.

Il biotech è uno dei settori in cui la distanza tra ricerca italiana e capacità di trasformarla in valore di mercato è sempre stata più evidente.
Ā Teniamo presente che per decenni, scoperte fatte nei laboratori italiani sono state poi sviluppate e commercializzate altrove, e cioĆØĀ  da fondi stranieri, in altri Paesi, con altri brand.

Il round di NanoPhoria ĆØ un segnale che qualcosa sta cambiando.
La cifra di 83,5 milioni raccolti principalmente da investitori internazionali, per una startup nata dalla ricerca pubblica italiana, con una tecnologia sviluppata interamente in Italia dimostra che l’ecosistema biotech italiano può trattenere il valore che produce.

Come ha spiegato il CEO Claudio De Luca, l’obiettivo della piattaforma ĆØ proprio questo: portare trattamenti efficaci laddove la medicina tradizionale non riesce ancora ad arrivare, aprendo la strada a terapie capaci di migliorare concretamente la qualitĆ  di vita di chi convive ogni giorno con patologie cardiache gravi e croniche.

Non è retorica, ma piuttosto  la descrizione di una tecnologia che potrebbe cambiare il modo in cui milioni di persone convivono con una delle malattie più invalidanti del nostro tempo.

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