Datapizza raccoglie 10 milioni di euro per portare l’Intelligenza Artificiale nelle imprese italiane
Negli ultimi anni Datapizza è diventata il punto di riferimento per migliaia di professionisti italiani dell’Intelligenza Artificiale. Nata come community dedicata alla divulgazione tecnologica, oggi l’azienda apre un nuovo capitolo della propria storia annunciando un round di investimento da 10 milioni di euro, il primo dalla sua fondazione.
L’operazione, guidata da Nextalia, con la partecipazione di Roberto Condulmari e Guido Brera, fondatori di Kairos Partners, rappresenta molto più di un finanziamento. È la conferma che il mercato riconosce la maturità di un modello di business costruito interamente in Italia e la crescente domanda di soluzioni capaci di accompagnare le imprese nell’adozione concreta dell’Intelligenza Artificiale.
Per La Tech Made in Italy è una notizia che va oltre i numeri: racconta come una startup italiana stia cercando di diventare un protagonista nazionale nell’AI applicata alle aziende.
Da community a AI Deployment Company
Fondata da Alessandro Risaro e Pierpaolo D’Odorico, Datapizza ha costruito negli anni la più grande community italiana dedicata all’Intelligenza Artificiale, formando un ecosistema composto da professionisti, sviluppatori, manager e aziende.
Oggi quella community rappresenta soltanto una parte del progetto.
L’obiettivo dichiarato è diventare la più grande AI Deployment Company italiana, ovvero un’azienda specializzata nell’integrare realmente l’AI all’interno delle organizzazioni.
Secondo Risaro, il problema non è più la disponibilità dei modelli linguistici. Oggi le tecnologie sono mature. La vera sfida consiste nel farle funzionare all’interno delle imprese, integrandole con dati, processi e sistemi esistenti affinché producano un impatto concreto sul business.
Una crescita costruita senza capitali esterni
Uno degli aspetti più interessanti della storia di Datapizza riguarda il percorso imprenditoriale.
Nei primi tre anni l’azienda non aveva raccolto alcun capitale da fondi di investimento.
Ha costruito il proprio business finanziandosi attraverso il mercato, sviluppando prodotti e servizi richiesti dalle aziende.
I numeri raccontati dai fondatori mostrano una crescita significativa:
- fatturato passato da 450 mila euro nel 2023 a circa 4 milioni di euro nel 2025;
- oltre 90 professionisti nel team;
- uno dei più grandi gruppi italiani di AI Engineer;
- la più ampia community nazionale dedicata all’Intelligenza Artificiale.
Solo dopo aver dimostrato la sostenibilità del modello l’azienda ha deciso di aprire il capitale.
Una scelta che riflette un approccio sempre più diffuso tra le startup italiane più mature: raccogliere capitali non per sopravvivere, ma per accelerare.
L’AI entra finalmente nelle PMI
Secondo Datapizza, il mercato dell’Intelligenza Artificiale sta vivendo un nuovo punto di svolta.
Se negli ultimi anni i progetti AI erano sostenibili soprattutto per grandi aziende con budget elevati, l’arrivo degli AI Agent sta rendendo possibile portare queste tecnologie anche nel mercato delle medie imprese e delle PMI.
È proprio su questa evoluzione che la società sta investendo.
L’azienda ha già sviluppato una piattaforma proprietaria dedicata all’orchestrazione degli agenti AI, oggi in fase di research preview presso i primi clienti paganti.
L’obiettivo è permettere alle imprese di integrare agenti intelligenti nei propri processi senza dover affrontare la complessità tecnica tipica dei grandi progetti di trasformazione digitale.
Perché questo round è importante per il Tech Made in Italy
Negli ultimi mesi abbiamo raccontato numerosi round di investimento che hanno coinvolto startup italiane.
Ma questo presenta una caratteristica particolare.
Non finanzia semplicemente un nuovo software.
Finanzia un’azienda che vuole diventare l’infrastruttura attraverso cui migliaia di imprese italiane adotteranno realmente l’Intelligenza Artificiale.
È un cambio di prospettiva importante.
Per anni abbiamo parlato di AI come tecnologia.
Oggi iniziamo a parlare di aziende italiane che costruiscono le competenze, le piattaforme e i processi necessari per renderla operativa su larga scala.
Se questa strategia funzionerà, Datapizza potrebbe diventare uno degli attori di riferimento nella trasformazione digitale del tessuto produttivo italiano.
“Il valore di questo round non sono i 10 milioni raccolti. È il fatto che degli investitori abbiano deciso di scommettere sulla capacità di un’azienda italiana di guidare l’adozione dell’Intelligenza Artificiale nelle nostre imprese.”
L’opinione di Max | Founder La Tech #MadeinItaly
Negli ultimi due anni abbiamo raccontato decine di startup che sviluppano modelli, algoritmi e applicazioni basate sull’AI. Ma il vero collo di bottiglia non è mai stata la tecnologia. È sempre stata l’adozione.
L’Italia è composta da milioni di imprese che conoscono il potenziale dell’Intelligenza Artificiale ma che, nella maggior parte dei casi, non sanno come integrarla nei propri processi quotidiani. Servono competenze, metodo, piattaforme e persone capaci di trasformare una promessa tecnologica in un vantaggio competitivo.
È proprio qui che vedo il valore strategico di Datapizza. Non vuole costruire l’ennesimo modello linguistico. Vuole costruire il ponte tra i modelli già esistenti e il sistema produttivo italiano.
Se riuscirà in questo obiettivo, il suo impatto potrebbe essere molto più grande del valore economico del round annunciato oggi. Perché il futuro del Tech Made in Italy non dipenderà solo da chi svilupperà la migliore Intelligenza Artificiale, ma anche da chi saprà portarla davvero dentro le aziende.