Let’s Donation, La Tech Made in Italy che punta all’Europa con Danilo Rivalta

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Let’s Donation: nasce una nuova infrastruttura digitale per la responsabilità sociale d’impresa

Negli ultimi anni il software italiano ha dimostrato di saper innovare in settori sempre più diversi. Dall’intelligenza artificiale al fintech, dalla cybersecurity al manufacturing, fino alle piattaforme dedicate alla gestione delle risorse umane.

Oggi un’altra realtà del Tech Made in Italy prova ad aprire una nuova strada.

Let’s Donation, piattaforma nata a Bologna e specializzata nella gestione digitale della responsabilità sociale d’impresa, inaugura una nuova fase della propria crescita con l’ingresso di Danilo Rivalta nel ruolo di Chief Executive Officer e socio di minoranza. Una scelta che accompagna un obiettivo dichiarato: trasformare la piattaforma nella futura Corporate Social Infrastructure di riferimento per il mercato europeo.

Non si tratta semplicemente di un cambio al vertice.

È la conferma di una visione che interpreta la sostenibilità come una vera infrastruttura digitale, capace di aiutare le imprese a gestire in modo strutturato il proprio capitale sociale.

Quando il software gestisce anche il valore sociale

Per anni le piattaforme aziendali hanno digitalizzato processi finanziari, commerciali, produttivi e amministrativi.

Oggi sta emergendo una nuova esigenza.

Le imprese devono essere in grado di misurare, organizzare e valorizzare anche il proprio impatto sociale, integrando iniziative di volontariato, welfare, donazioni, crowdfunding e coinvolgimento dei dipendenti all’interno di un unico ecosistema digitale.

È proprio questa la direzione intrapresa da Let’s Donation.

La piattaforma permette infatti di riunire in un’unica infrastruttura strumenti che normalmente vengono gestiti separatamente, rendendo ogni attività tracciabile e misurabile anche ai fini della rendicontazione ESG e del Bilancio di Sostenibilità.

Una visione che amplia il concetto stesso di software gestionale.

Non più soltanto processi aziendali.

Ma relazioni, comunità e impatto.

Un manager internazionale per accelerare la crescita

A guidare questa nuova fase sarà Danilo Rivalta, manager con oltre quarant’anni di esperienza nella trasformazione digitale e un percorso costruito in aziende internazionali come BMC Software, Diebold, Euronet Worldwide e, più recentemente, Finix Technology Solutions.

Il suo ingresso rappresenta molto più di una nuova nomina manageriale.

Porta in dote competenze maturate nei grandi mercati internazionali e una visione che unisce tecnologia, intelligenza artificiale, sostenibilità e benessere delle persone.

Come ha dichiarato lo stesso Rivalta, “la tecnologia ha valore solo quando migliora concretamente la vita delle persone e delle organizzazioni” e proprio questa convinzione rappresenta oggi il fondamento della strategia di Let’s Donation.

Una piattaforma che connette profit e non profit

Uno degli elementi più interessanti del progetto è la sua capacità di mettere in relazione mondi tradizionalmente separati.

L’ecosistema sviluppato da Let’s Donation collega imprese, organizzazioni del Terzo Settore e cittadini attraverso strumenti che spaziano dal payroll giving al volontariato aziendale, dal crowdfunding ai contest sociali, fino ai programmi di welfare in donazione.

Ogni iniziativa viene gestita attraverso un’unica piattaforma digitale che rende misurabile il valore generato e trasforma ogni interazione in un dato utile per l’azienda e per gli enti coinvolti.

Oggi questo ecosistema coinvolge già oltre 150 brand della grande distribuzione, 1.100 e-commerce, 35 provider di welfare aziendale, 25.000 esercizi commerciali e più di 1.000 enti del Terzo Settore, numeri che raccontano una realtà ormai consolidata nel panorama italiano.

Il Tech Made in Italy entra nell’era delle infrastrutture ESG

Negli ultimi mesi abbiamo raccontato molte aziende italiane impegnate nello sviluppo di piattaforme AI, fintech, cybersecurity e software gestionali.

Let’s Donation rappresenta un’altra evoluzione di questo percorso.

Dimostra come il software Made in Italy stia iniziando a creare nuove categorie tecnologiche, capaci di rispondere a esigenze emergenti delle imprese europee.

La sostenibilità non è più soltanto un obiettivo strategico.

Sta diventando un processo da governare attraverso piattaforme digitali, dati e strumenti integrati.

Ed è proprio in questo spazio che il Tech Made in Italy può ritagliarsi un ruolo sempre più rilevante.

Perché innovare significa anche creare tecnologie capaci di migliorare il modo in cui le aziende generano valore per le persone e per la società.

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