Doctorsa raccoglie 1 milione di euro: l’HealthTech italiano che vuole rendere universale l’accesso alla sanità per chi viaggia
Per milioni di persone viaggiare all’estero significa vivere nuove esperienze. Ma basta un problema di salute per trasformare una vacanza o una trasferta di lavoro in una situazione complessa, fatta di barriere linguistiche, sistemi sanitari sconosciuti e tempi di attesa imprevedibili.
È proprio da questa esigenza che nasce Doctorsa, startup HealthTech fondata a Milano da Nadia Neytcheva e Francesco Maria Serino, che ha appena chiuso un round di investimento da 1 milione di euro, guidato da PranaVentures, con la partecipazione di Vento e 40Jemz Ventures. Un’operazione che consentirà alla società di accelerare la crescita internazionale e lo sviluppo di nuove funzionalità basate sull’intelligenza artificiale.
Dalla telemedicina a una piattaforma globale per i viaggiatori
Doctorsa non si limita a offrire videoconsulti medici.
L’obiettivo della startup è costruire una piattaforma digitale capace di accompagnare il viaggiatore ovunque si trovi, mettendolo rapidamente in contatto con professionisti sanitari qualificati nel Paese in cui si trova.
Oggi la piattaforma opera in 40 Paesi, attraverso una rete di oltre 550 medici, offrendo assistenza sanitaria digitale disponibile 24 ore su 24, sette giorni su sette. In circa cinque minuti l’utente può individuare un medico disponibile, effettuare un videoconsulto, ricevere supporto clinico e, quando necessario, ottenere una prescrizione medica. Il tutto senza abbonamenti preventivi, pagando solo quando il servizio viene utilizzato.
In appena tre anni Doctorsa ha già supportato oltre 250.000 viaggiatori, dimostrando come la sanità digitale possa risolvere un problema concreto con un modello scalabile a livello internazionale.
Un round che guarda oltre i confini italiani
Il nuovo finanziamento rappresenta il primo round istituzionale della startup e servirà a rafforzare la presenza nei mercati in cui Doctorsa è già operativa, oltre ad accelerare l’espansione negli Stati Uniti e lo sviluppo del segmento B2B dedicato ad aziende, assicurazioni, operatori turistici e travel provider.
Tra le novità previste figura anche l’integrazione di funzionalità di Agentic AI, che renderanno i servizi prenotabili direttamente attraverso agenti intelligenti, anticipando una delle evoluzioni più interessanti dell’interazione tra intelligenza artificiale e servizi sanitari digitali.
“Per anni abbiamo associato l’HealthTech all’innovazione ospedaliera o alla ricerca clinica. Oggi il paradigma sta cambiando. Startup come Doctorsa dimostrano che la vera innovazione può nascere anche dalla capacità di semplificare un’esperienza quotidiana, mettendo la tecnologia al servizio delle persone ovunque si trovino. È questo il tipo di software Made in Italy che può competere sui mercati globali.”
Max Brigida | Founder La Tech #MadeinItaly
L’HealthTech italiano cresce dove la tecnologia incontra un bisogno reale
Negli ultimi anni il panorama italiano dell’HealthTech ha iniziato a distinguersi per la capacità di affrontare problemi concreti attraverso piattaforme digitali altamente specializzate.
Doctorsa rappresenta un esempio significativo di questa evoluzione.
Non punta a sostituire il sistema sanitario tradizionale, ma a renderlo accessibile anche quando ci si trova lontani da casa. È un modello che intercetta tre grandi trend globali: la crescita del turismo internazionale, la diffusione della telemedicina e la crescente domanda di servizi sanitari immediati, digitali e disponibili ovunque.
La combinazione di questi fattori rende il progetto interessante non solo dal punto di vista tecnologico, ma anche sotto il profilo della scalabilità internazionale.
Un settore in costante crescita
Il round di Doctorsa conferma come l’ecosistema italiano continui a generare startup capaci di competere su mercati globali, anche in settori altamente regolamentati come quello sanitario.
Sempre più spesso il valore non risiede esclusivamente nella tecnologia sviluppata, ma nella capacità di costruire piattaforme che eliminano attriti, semplificano l’accesso ai servizi e migliorano concretamente l’esperienza degli utenti.
È questa la direzione che sta prendendo una parte sempre più rilevante del Tech Made in Italy: trasformare competenze verticali in soluzioni digitali con un impatto internazionale.