Prevenzione Sanitaria: Qura, la Made in Italy che trasforma il privilegio in diritto

Indice contenuti

Qura: la startup italiana che usa l’AI per trasformare la prevenzione sanitaria da privilegio a diritto

 

Qura, la startup italiana che usa l’AI per trasformare la prevenzione sanitaria da privilegio a diritto:1,5 milioni raccolti con United Ventures e la famiglia Agnelli-Elkann per costruire la prima piattaforma europea di salute preventiva potenziata dall’intelligenza artificiale

Esiste un paradosso al centro del sistema sanitario europeo che vale la pena nominare con chiarezza nel senso che un lato, medici e istituzioni sanitarie ripetono da decenni che prevenire è meglio che curare.

Invece dall’altro, i sistemi sanitari pubblici e privati sono costruiti quasi interamente per rispondere alle emergenze e alle malattie conclamate, ma purtroppo non per individuarli prima che si manifestino.

Il risultato è che molte persone in Europa,  secondo le stime della stessa Qura, e cioè circa una persona su cinque, vivono con condizioni croniche di bassa intensità che il sistema sanitario fatica a riconoscere e trattare.

Ci riferiamo nello specifico a energie calanti, parametri ormonali alterati e disturbi gastrointestinali ricorrenti: Qura è nata per colmare esattamente questo vuoto.

Questa realtà è stata fondata a fine 2025 da Virginia Gambardella e Gioacchino Grand e combina diagnostica di laboratorio avanzata, analisi basata sull’intelligenza artificiale e consulenza medica personalizzata in un unico percorso integrato: nello specifico tutto viene progettato per intercettare i problemi di salute prima che diventino patologie conclamate.

A marzo 2026 ha portato a termine una raccolta da 1,5 milioni con tre investitori di peso: United Ventures come capofila, Vento,  veicolo di investimento che Exor destina alle realtà più innovative,  e Italian Angels for Growth.
In definitiva non può essere considerato  solo come un investimento in una startup, ma piuttosto come una scommessa su un nuovo paradigma della medicina.

Il problema: un sistema sanitario costruito per curare, non per prevenire

Per capire la visione di Qura bisogna guardare i numeri del problema che affronta.
Il comparto europeo degli esami diagnostici preventivi e dei check-up è in forte espansione: infatti le stime di mercato lo collocano in una traiettoria di crescita che potrebbe portarlo a valere quasi 19 miliardi di euro entro fine decennio.

I Paesi dell’Unione Europea destinano alla prevenzione sanitaria decine di miliardi ogni anno, con una spesa complessiva che nel 2022 ha superato i 90 miliardi di euro: parliamo di  una cifra che racconta quanto il tema sia percepito come prioritario a livello istituzionale.

Eppure, nonostante questi investimenti, la prevenzione sanitaria accessibile e personalizzata per il singolo individuo rimane un lusso per pochi.

Il sistema pubblico gestisce le patologie acute, mentre quello privato tradizionale offre check-up costosi e poco personalizzati. Ma nel  mezzo ci sono milioni di persone che restano senza risposte, e con tanta amarezzza

Virginia Gambardella, CEO e co-fondatrice, ha più volte sottolineato come il sistema sanitario contemporaneo sia strutturalmente orientato all’emergenza. Inoltre ha evidenziato   come questa impostazione lasci senza risposta milioni di persone che stanno male senza avere ancora una diagnosi precisa. Ma è proprio da questa consapevolezza che nasce Qura.

 

Primo momento: la diagnostica avanzata

L’utente accede a un pannello di analisi del sangue che copre oltre 60 parametri: si tratta nello specifico di un profilo diagnostico significativamente più ampio di un check-up convenzionale, ma costruito con attenzione per evitare la trappola dell’ipermedicalizzazione.

Come documenta la divulgatrice scientifica Roberta Villa nel suo lavoro sulla cultura della prevenzione in Italia, un eccesso di esami diagnostici porta con sé rischi reali quali risultati borderline che generano preoccupazione ingiustificata, percorsi di approfondimento costosi e spesso non necessari, ma soprattutto una tendenza a trasformare in patologia quello che è semplicemente una variazione fisiologica.

Qura ha costruito il suo pannello tenendo conto di questo rischio, selezionando i parametri che offrono il massimo valore informativo clinico con il minimo di rumore diagnostico.

Secondo momento: l’analisi con intelligenza artificiale

I referti del laboratorio vengono elaborati dal motore di intelligenza artificiale proprietario di Qura, che analizza i valori, li contestualizza rispetto al profilo individuale dell’utente e costruisce una sintesi strutturata che il medico riceve prima della consulenza.

Questo passaggio è fondamentale per capire il posizionamento di Qura nel panorama health-tech: si può affermare che l’AI non sostituisce il medico, ma piuttosto  lo prepara e lo potenzia.

Inoltre consente al professionista di dedicare il tempo della consulenza alla relazione con il paziente, all’interpretazione clinica e alle raccomandazioni concrete, invece di spenderlo a ordinare e leggere dati grezzi.

Terzo momento: la consulenza medica personalizzata

A questo punto il  medico Qura, che ha una specializzazione nell’area della medicina preventiva,  si confronterà con l’utente relativamente ai risultati dell’analisi, costruendo insieme a lui un piano di salute su misura.
Ma non bisogna pensare a un semplice  referto da archiviare perché in realtà verrà attivato percorso con priorità chiare e scalabili nel tempo e cioè si deciderà cosa affrontare nell’immediato, cosa tenere sotto osservazione nelle settimane successive, ma soprattutto quali abitudini modificare e con quale frequenza tornare per i controlli.
È la differenza tra ricevere un dato piuttosto che  una direzione.

Il modello ibrido: AI e medico insieme, non AI al posto del medico

Esiste un elemento del modello di Qura che vale la pena sottolineare con attenzione, in quanto distingue la startup da molte altre realtà del settore health-tech. Qura non punta a sostituire i medici con l’intelligenza artificiale. nel senso che ha come obiettivo quello di  a creare un sistema in cui AI e medico lavorano insieme in modo complementare,  ciascuno facendo quello che sa fare meglio.
In pratica l’intelligenza artificiale gestisce l’elaborazione dei dati, la categorizzazione dei parametri, l’identificazione delle anomalie e la preparazione della sintesi clinica. Il medico porta l’interpretazione contestuale, la relazione con il paziente, il giudizio clinico e la capacità di adattare il piano alla situazione specifica di quella persona.

Parliamo quindi di  un approccio progettato per costruire fiducia,  sia da parte dei pazienti, che si trovano davanti a un professionista preparato e non a un algoritmo, sia da parte dei medici che utilizzeranno la  piattaforma come uno strumento che potenzia il loro lavoro invece di minacciarlo.

Sul piano normativo, Qura ha scelto fin dall’inizio di costruire la propria infrastruttura nel pieno rispetto delle regole sanitarie europee: chiaramente questa è  una scelta che richiede più tempo e investimento iniziale, ma che costruisce una barriera all’ingresso significativa rispetto ai competitor meno rigorosi,  generando al contempo la fiducia necessaria per operare in un settore così sensibile.

Gli investitori: United Ventures, Exor e Italian Angels for Growth

La composizione del sindacato di investitori che ha partecipato alla raccolta iniziale racconta qualcosa di importante sulla credibilità del progetto.
United Ventures è uno dei principali fondi di venture capital italiani specializzati in tech, con un track record solido che include investimenti in realtà come NanoPhoria e altre startup deep tech.

Il fatto che abbia guidato l’operazione è un segnale di fiducia nella solidità tecnologica e nella visione di lungo periodo della piattaforma. Invece Vento, il veicolo di investimento che Exor destina alle realtà più innovative, porta con sé non solo capitale ma accesso a un network internazionale e a competenze strategiche in ambiti che vanno dall’healthcare all’industria globale.

Infine Italian Angels for Growth completa il quadro con la rete di business angel più strutturata d’Italia, portando connessioni, mentorship e supporto operativo nelle fasi di crescita iniziale.

Abbiamo a che fare quindi con tre investitori diversi per profilo e approccio, uniti dalla stessa convinzione: la prevenzione sanitaria potenziata dall’AI è uno dei mercati più rilevanti del prossimo decennio.

Il mercato e i piani di crescita: espansione europea entro il 2030

Le ambizioni di Qura si misurano su un mercato in rapida espansione, con una traiettoria di crescita strutturale trainata dall’invecchiamento della popolazione europea e dalla crescente consapevolezza individuale verso la salute preventiva.

I capitali raccolti nel round iniziale serviranno a tre direttrici principali: la prima è la crescita del team, con nuove assunzioni nelle aree medica, ingegneristica e operativa. Invece la  seconda riguarda lo sviluppo tecnologico, con l’accelerazione del motore di AI proprietario e la costruzione di nuove funzionalità della piattaforma.

La terza è l’espansione geografica, con la preparazione all’ingresso in altri mercati europei entro il 2030 — partendo dai Paesi con sistemi sanitari strutturalmente simili a quello italiano.

Un’ulteriore direzione che Qura sta esplorando riguarda le partnership con il settore assicurativo: molti operatori stanno ricevendo richieste crescenti di servizi aggiuntivi legati alla prevenzione.

La piattaforma di Qura si presta naturalmente a essere integrata nelle coperture assicurative come valore aggiunto per i clienti.

Condividi l'articolo
Facebook
LinkedIn
WhatsApp
Gli utenti hanno anche letto
Tech Made in Italy

11km di Tech Made in Italy sopra Città del Messico

Una tecnologia nata nelle montagne italiane sta contribuendo a cambiare la mobilità di Città del Messico. LEITNER realizzerà la nuova Linea 4 del Cablebús, circa 11 chilometri di trasporto urbano a fune capaci di servire fino a 65.000 passeggeri al giorno e ridurre drasticamente i tempi di percorrenza. Un esempio di come competenze industriali italiane consolidate possano trasformarsi in tecnologie per le città del futuro
Tech Made in Italy

Draghi riparte dalla competitività: nel Rhine Group c’è anche il Tech Made in Italy

Mario Draghi torna al centro del dibattito sulla competitività europea con il Rhine Group, iniziativa nata insieme a Patrick Collison che riunisce imprenditori, economisti e protagonisti dell’innovazione per affrontare uno dei grandi problemi dell’Europa: trasformare talento, ricerca e capitale in aziende capaci di competere a livello globale. Ma per noi c’è un elemento ancora più interessante: al tavolo siedono anche protagonisti del Tech Made in Italy come Andrea Pignataro e Luca Ferrari. Un segnale importante di un’Italia che non deve più limitarsi a inseguire la trasformazione tecnologica europea, ma può contribuire direttamente a costruirla.
SpaceTech

La Tech Made in Italy di Revolv Space alla Nasa per studiare il clima

Una tecnologia sviluppata a Torino volerà nello spazio all’interno di una missione scientifica della NASA. Revolv Space ha consegnato quattro unità SARA Nano, sistemi che orienteranno i pannelli solari dei satelliti della missione PolSIR per massimizzarne la produzione energetica. Un esempio concreto di come il Tech Made in Italy possa entrare nelle filiere tecnologiche più avanzate del mondo attraverso specializzazione, Deep Tech e capacità ingegneristica.
Tech & Innovazione

Una Made in Italy che guida la rivoluzione della Blue Economy globale

WSense, scaleup italiana spin-off della Sapienza di Roma fondata nel 2017 da Chiara Petrioli, ha sviluppato il primo sistema di wifi sottomarino capace di operare fino a 3.000 metri di profondità, l'Internet of Underwater Things. Con oltre 27 milioni di euro raccolti e Fincantieri entrato come partner strategico nel round pre-Serie B da 7,2 milioni, WSense si posiziona come leader europeo nelle comunicazioni subacquee wireless. . In un mercato, la Blue Economy, che vale 1.500 miliardi e crescerà fino a 3.000 miliardi entro il 2030, l'Italia ha il suo campione tecnologico sotto i mari.
Investment

Venture Capital italiano: 9,6 miliardi in dieci anni. Adesso inizia la vera selezione

In dieci anni il Venture Capital italiano è passato da un mercato ancora embrionale a un ecosistema capace di attrarre quasi 9,6 miliardi di euro tra il 2015 e il 2025. Ma il dato forse più interessante non è quanto abbiamo raccolto. È quello che sta succedendo adesso. Perché sembra essersi chiusa la fase dell’euforia, mentre ne sta iniziando un’altra: quella della selezione. E per il Tech Made in Italy potrebbe essere una buona notizia.
Investment

Italian Founders Fund supera i 100 milioni di euro. Il Tech Made in Italy investe su se stesso.

L'ecosistema startup italiano raggiunge un traguardo storico. Italian Founders Fund ha chiuso la raccolta a oltre 100 milioni di euro, superando ampiamente il target iniziale. Nato dall'iniziativa di oltre cento imprenditori italiani, il fondo ha già investito in 32 startup e rappresenta uno dei segnali più concreti della maturità raggiunta dal Tech Made in Italy. Non è solo capitale: è un ecosistema che ha iniziato a investire su sé stesso.
CleanTech

RarEarth, una CleanTech Made in Italy che sifda la Cina

RarEarth, startup deep tech fondata a Torino nel 2023 e incubata al Politecnico, è stata l'unica azienda italiana selezionata dall'EIC Accelerator nel round di giugno 2026, tra 38 realtà eccellenti di 16 Paesi europei. Ha ottenuto 2,5 milioni di euro in grant e la possibilità di negoziare 6 milioni in equity. La sua tecnologia brevettata recupera le terre rare dai rifiuti elettronici e le trasforma in magneti NdFeB ad alte prestazioni con il 76% in meno di CO₂.
AI

AI4I lancia piattaforma AI Made in Italy per le PMI

L'Italia compie un passo importante verso la diffusione dell'Intelligenza Artificiale nelle imprese. L'Istituto Italiano per l'Intelligenza Artificiale per l'Industria (AI4I) ha lanciato una nuova piattaforma dedicata alle PMI per favorire l'adozione concreta dell'AI. Una notizia che va oltre la tecnologia: la vera sfida non è costruire i modelli più potenti, ma aiutare migliaia di aziende italiane a utilizzarli per diventare più competitive.
AI

Tech Made in Italy per migliorare il consumo energetico dell’AI

L'Intelligenza Artificiale ha un problema sempre più evidente: i consumi energetici. Per affrontarlo nasce SURE, un progetto italiano da 23 milioni di euro che punta a sviluppare un cavo superconduttore capace di trasportare energia con perdite praticamente nulle, destinato ai data center del futuro. Un'innovazione che dimostra come il Tech Made in Italy possa contribuire non solo allo sviluppo dell'AI, ma anche delle infrastrutture che la renderanno sostenibile.
Biotech

NanoPhoria: Una Tech Made in Italy che da i polmoni, porta un farmaco al cuore

NanoPhoria Bioscience, startup milanese nata nel 2022 dalla ricerca del CNR, ha chiuso a ottobre 2025 un round Serie A da 83,5 milioni di euro, il più grande nella storia del biotech italiano, guidato da XGEN Venture, Sofinnova Partners e CDP Venture Capital. La startup ha sviluppato NP-MP1, un farmaco inalabile che raggiunge il cuore attraverso i polmoni per trattare lo scompenso cardiaco alla radice, agendo direttamente sui canali del calcio nelle cellule cardiache. Una storia di ricerca italiana che diventa innovazione globale.
AI

Datapizza, round da 10 milioni per portare AI nelle aziende Italiane.

Datapizza annuncia il suo primo round di investimento: 10 milioni di euro guidati da Nextalia. Dopo tre anni di crescita autofinanziata, l'azienda punta a diventare la principale AI Deployment Company italiana, aiutando imprese e PMI a integrare concretamente l'Intelligenza Artificiale nei propri processi. Un'altra operazione che conferma la crescita del Tech Made in Italy e della nuova generazione di aziende AI italiane.
AI

Contents, la Made in Italy che conquista l’Europa

L'italiana Contents continua la propria espansione europea con l'acquisizione della spagnola Balio, specializzata nel benessere finanziario aziendale. È la sesta operazione di M&A del gruppo milanese e un nuovo passo nella costruzione di uno dei più interessanti ecosistemi europei dell'Enterprise AI. Scopri perché questa acquisizione rappresenta un segnale importante per il Tech Made in Italy.
Editoriale

E se il futuro del Tech Made in Italy, si svilupasse dal Sud?

Forse il futuro del Tech Made in Italy non nascerà in un solo luogo. Nascerà dove ci saranno persone capaci di trasformare ricerca, talento e impresa in innovazione. Milano continuerà ad avere un ruolo fondamentale. Ma sarebbe un errore pensare che il futuro dell'innovazione italiana possa avere un solo indirizzo. La vera forza dell'Italia è sempre stata la capacità di creare eccellenze diffuse. È arrivato il momento di riconoscere che anche il Tech Made in Italy sta seguendo la stessa strada. E forse, proprio dal Sud, potremmo iniziare a scrivere uno dei capitoli più importanti della prossima Tech Nation europea.
healthtech

HealthTech Made in Italy una sicurezza per chi viaggia

Doctorsa raccoglie 1 milione di euro per portare la sanità digitale italiana nel mondo. La startup milanese, già attiva in 40 Paesi con oltre 550 medici e più di 250.000 viaggiatori assistiti, accelera la propria espansione internazionale e punta sull'Agentic AI per trasformare l'accesso ai servizi sanitari globali. Nel nuovo articolo di La Tech Made in Italy analizziamo perché questo round rappresenta un segnale importante per l'ecosistema HealthTech italiano.
Travel Tech

TravelTech Made in Italy. Bizaway si espande in Europa.

BizAway cresce in Europa con una nuova acquisizione nei Paesi Bassi. La scaleup italiana del business travel acquisisce Uniglobe Alliance Travel, rafforzando la propria presenza nel mercato olandese e portando la rete internazionale a 14 uffici. Un'operazione che conferma come il Tech Made in Italy stia sempre più guidando percorsi di crescita internazionale attraverso tecnologia, acquisizioni e innovazione.
fintech

Young Group, nuovo round da 22,5 milioni per il fintech Made in Italy

La fintech torinese Young Group chiude un aumento di capitale da 22,5 milioni di euro guidato da Azimut. L'obiettivo è costruire una piattaforma finanziaria integrata che unisce criptovalute, digital banking e tokenizzazione di asset. Un'operazione che conferma come il Tech Made in Italy stia conquistando sempre più fiducia anche da parte dei grandi investitori istituzionali.
Storie di Founder

Let’s Donation, La Tech Made in Italy che punta all’Europa con Danilo Rivalta

Let's Donation guarda all'Europa con una nuova infrastruttura digitale per la sostenibilità. La piattaforma bolognese specializzata nella responsabilità sociale d'impresa inaugura una nuova fase con l'ingresso di Danilo Rivalta come CEO. L'obiettivo è ambizioso: costruire la prima Corporate Social Infrastructure europea, portando il software Made in Italy al centro della trasformazione ESG delle imprese.
fintech

Stantup: il FinTech Made in Italy avanza insieme a Mexedia

Mexedia investe su Stantup: il FinTech italiano continua a crescere. Mexedia acquisisce il 51% di Stantup Service con un'operazione che valorizza la società 30 milioni di euro. Dietro i numeri c'è una storia di crescita costruita su software proprietario, piattaforme fintech e una visione multi-utility che conferma la maturità crescente del Tech Made in Italy.
Tech Made in Italy

Bending Spoons e la nascita della prima “Tech Mafia” Made in Italy

Nasce una nuova corrente grazie a Bending Spoons. Il giorno in cui gli ex dipendenti di Bending Spoons inizieranno a fondare nuove startup, investire nei giovani imprenditori e costruire la prossima generazione di aziende italiane, quel giorno capiremo che il vero valore della sua IPO non era la quotazione. Era l'ecosistema che stava nascendo.
Innovazione & AI

La vera sfida dell’Innovazione Made in Italy, passa dalla ricerca al mercato

La ricerca Made in Italy ha bisogno di un ponte verso il mercato. L'Italia produce ricerca di altissimo livello, ma troppo spesso fatica a trasformarla in imprese e innovazione industriale. Una recente analisi di Innovation Post racconta la nuova strategia per rafforzare il trasferimento tecnologico e valorizzare il patrimonio scientifico nazionale. Una sfida decisiva per il futuro del Tech Made in Italy.
Tech Navale

Leonardo conquista il Kuwait con tecnologia navale Made in Italy

Leonardo ha firmato un contratto da 320 milioni di euro con Abu Dhabi Ship Building per equipaggiare con tecnologia italiana le nuove navi della Marina del Kuwait, Combat Management System, radar KRONOS NAVAL HP e cannone SUPER RAPIDO da 76 mm. Non è solo una commessa militare. È la dimostrazione che il Tech Made in Italy compete ai vertici dell'industria globale della difesa, con sistemi installati su piattaforme di oltre cento marine militari nel mondo.
Tech & Innovazione

Mokavit reinventa un’Icona di design e Tech Made in Italy. La Moka

Mokavit reinventa uno dei simboli del Made in Italy. La moka è uno degli oggetti italiani più conosciuti al mondo. Oggi Mokavit la reinterpreta attraverso ricerca, design, materiali e personalizzazione, dimostrando che l'innovazione non passa soltanto dal software, ma anche dalla capacità di evolvere i grandi prodotti della nostra tradizione.
Tech Made in Italy

Insurtech: come la Tecnologia Made in Italy sta reinventando le assicurazioni.

Il settore assicurativo italiano ha superato nel 2025 un miliardo di euro di investimenti nell'innovazione digitale, con gli investimenti in startup Insurtech che hanno raggiunto 541,6 milioni, una crescita di oltre il 1.300% rispetto all'anno precedente. Da Prima a Facile.it, due unicorni da un miliardo ciascuno, fino all'AI che trasforma underwriting e liquidazione sinistri, l’Insurtech Made in Italy non è più un esperimento. È un sistema che sta maturando rapidamente, con ancora molto da costruire e un mercato europeo aperto davanti a sé
AI

Bending Spoons, la nascita del campione del Tech Made in Italy

Bending Spoons annuncia ufficialmente la propria IPO sul Nasdaq con una valutazione attesa di circa 20 miliardi di dollari. Dietro questa operazione non c'è soltanto una software company di successo, ma una storia italiana fatta di visione, esecuzione e ambizione globale. Forse la vera notizia è che l'Italia ha finalmente iniziato a tifare per una propria campionessa tecnologica
Tech Made in Italy

VivaTech 2026: Italia consapevolezza di essere una Nazione Tech

A VivaTech 2026, evento che ha superato i 200.000 visitatori e ospitato oltre 15.000 startup, l'Italia porta a Parigi 44 aziende attive in AI, deeptech, climate tech, blockchain, LegalTech e software enterprise. Un segnale importante di come il nostro Paese stia iniziando a raccontarsi all'estero non più come un insieme di singole eccellenze, ma come un ecosistema tecnologico sempre più maturo e riconoscibile.
Agritech

AgriTech Made in Italy: Tradizione che incontra Tecnologia

Tutto questo in una filiera che vale 700 miliardi di euro e il 32% del PIL nazionale. Da xFarm, nella Top 100 europea di VivaTech 2026, alle centinaia di realtà che innovano lungo tutta la catena produttiva, l'AgrifoodTech Made in Italy sta diventando uno dei fronti più interessanti e sottovalutati del tech italiano.
Startup

Startup Made in Italy. 643 Milioni raccolti nel primo semestre 2026.

L'ecosistema startup italiano continua a crescere e l'Intelligenza Artificiale si conferma il principale motore di attrazione dei capitali. Tra round multimilionari, nuove scaleup e startup sempre più internazionali, il 2026 potrebbe rappresentare un anno di svolta per la percezione del Tech Made in Italy.
Tech & Innovazione

Ministro Urso: La Tecnologia è il nuovo Made in Italy

Quando il Ministro dice che la tecnologia è il nuovo Made in Italy Le parole del Ministro Adolfo Urso segnano un passaggio culturale importante: per la prima volta scienza e tecnologia vengono riconosciute come parte integrante dell'identità produttiva italiana. Una dichiarazione che va oltre il settore spaziale e racconta l'evoluzione di un Paese che sta iniziando a riconoscere il valore del proprio ecosistema tecnologico.
Tech Made in Italy

Bending Spoons, la Tech Made in Italy sbarca al Nasdaq

Il più grande unicorno italiano, che negli ultimi anni ha conquistato il panorama tecnologico europeo guarda ora a una possibile quotazione al Nasdaq. Un passaggio che rappresenterebbe non solo un traguardo aziendale, ma anche un momento simbolico per l'intero ecosistema Tech Made in Italy.
Tech Made in Italy

Unicorni, Ipo e rounds milionari. Il Tech Made in Italy che sta sbocciando

Nel 2023 parlare di “Tech Made in Italy” sembrava quasi una provocazione. Oggi, tra unicorni, round multimilionari e startup italiane sempre più globali, quella visione sta diventando realtà. Un racconto personale e collettivo su come l’ecosistema tech italiano abbia iniziato finalmente a riconoscersi. Una riflessione sul percorso che ha portato La Tech Made in Italy e Italian Tech Landscape a raccontare un’Italia tecnologica che oggi tutti iniziano a vedere.
Scrivi anche tu

Vuoi essere uno dei nostri scrittori del magazine

Unisciti a noi e diventa partner importante dell’ecosistema La Tech Made In Italy