Qura: la startup italiana che usa l’AI per trasformare la prevenzione sanitaria da privilegio a diritto
Qura, la startup italiana che usa l’AI per trasformare la prevenzione sanitaria da privilegio a diritto:1,5 milioni raccolti con United Ventures e la famiglia Agnelli-Elkann per costruire la prima piattaforma europea di salute preventiva potenziata dall’intelligenza artificiale
Esiste un paradosso al centro del sistema sanitario europeo che vale la pena nominare con chiarezza nel senso che un lato, medici e istituzioni sanitarie ripetono da decenni che prevenire è meglio che curare.
Invece dall’altro, i sistemi sanitari pubblici e privati sono costruiti quasi interamente per rispondere alle emergenze e alle malattie conclamate, ma purtroppo non per individuarli prima che si manifestino.
Il risultato è che molte persone in Europa, secondo le stime della stessa Qura, e cioè circa una persona su cinque, vivono con condizioni croniche di bassa intensità che il sistema sanitario fatica a riconoscere e trattare.
Ci riferiamo nello specifico a energie calanti, parametri ormonali alterati e disturbi gastrointestinali ricorrenti: Qura è nata per colmare esattamente questo vuoto.
Questa realtà è stata fondata a fine 2025 da Virginia Gambardella e Gioacchino Grand e combina diagnostica di laboratorio avanzata, analisi basata sull’intelligenza artificiale e consulenza medica personalizzata in un unico percorso integrato: nello specifico tutto viene progettato per intercettare i problemi di salute prima che diventino patologie conclamate.
A marzo 2026 ha portato a termine una raccolta da 1,5 milioni con tre investitori di peso: United Ventures come capofila, Vento, veicolo di investimento che Exor destina alle realtà più innovative, e Italian Angels for Growth.
In definitiva non può essere considerato solo come un investimento in una startup, ma piuttosto come una scommessa su un nuovo paradigma della medicina.
Il problema: un sistema sanitario costruito per curare, non per prevenire
Per capire la visione di Qura bisogna guardare i numeri del problema che affronta.
Il comparto europeo degli esami diagnostici preventivi e dei check-up è in forte espansione: infatti le stime di mercato lo collocano in una traiettoria di crescita che potrebbe portarlo a valere quasi 19 miliardi di euro entro fine decennio.
I Paesi dell’Unione Europea destinano alla prevenzione sanitaria decine di miliardi ogni anno, con una spesa complessiva che nel 2022 ha superato i 90 miliardi di euro: parliamo di una cifra che racconta quanto il tema sia percepito come prioritario a livello istituzionale.
Eppure, nonostante questi investimenti, la prevenzione sanitaria accessibile e personalizzata per il singolo individuo rimane un lusso per pochi.
Il sistema pubblico gestisce le patologie acute, mentre quello privato tradizionale offre check-up costosi e poco personalizzati. Ma nel mezzo ci sono milioni di persone che restano senza risposte, e con tanta amarezzza
Virginia Gambardella, CEO e co-fondatrice, ha più volte sottolineato come il sistema sanitario contemporaneo sia strutturalmente orientato all’emergenza. Inoltre ha evidenziato come questa impostazione lasci senza risposta milioni di persone che stanno male senza avere ancora una diagnosi precisa. Ma è proprio da questa consapevolezza che nasce Qura.
Primo momento: la diagnostica avanzata
L’utente accede a un pannello di analisi del sangue che copre oltre 60 parametri: si tratta nello specifico di un profilo diagnostico significativamente più ampio di un check-up convenzionale, ma costruito con attenzione per evitare la trappola dell’ipermedicalizzazione.
Come documenta la divulgatrice scientifica Roberta Villa nel suo lavoro sulla cultura della prevenzione in Italia, un eccesso di esami diagnostici porta con sé rischi reali quali risultati borderline che generano preoccupazione ingiustificata, percorsi di approfondimento costosi e spesso non necessari, ma soprattutto una tendenza a trasformare in patologia quello che è semplicemente una variazione fisiologica.
Qura ha costruito il suo pannello tenendo conto di questo rischio, selezionando i parametri che offrono il massimo valore informativo clinico con il minimo di rumore diagnostico.
Secondo momento: l’analisi con intelligenza artificiale
I referti del laboratorio vengono elaborati dal motore di intelligenza artificiale proprietario di Qura, che analizza i valori, li contestualizza rispetto al profilo individuale dell’utente e costruisce una sintesi strutturata che il medico riceve prima della consulenza.
Questo passaggio è fondamentale per capire il posizionamento di Qura nel panorama health-tech: si può affermare che l’AI non sostituisce il medico, ma piuttosto lo prepara e lo potenzia.
Inoltre consente al professionista di dedicare il tempo della consulenza alla relazione con il paziente, all’interpretazione clinica e alle raccomandazioni concrete, invece di spenderlo a ordinare e leggere dati grezzi.
Terzo momento: la consulenza medica personalizzata
A questo punto il medico Qura, che ha una specializzazione nell’area della medicina preventiva, si confronterà con l’utente relativamente ai risultati dell’analisi, costruendo insieme a lui un piano di salute su misura.
Ma non bisogna pensare a un semplice referto da archiviare perché in realtà verrà attivato percorso con priorità chiare e scalabili nel tempo e cioè si deciderà cosa affrontare nell’immediato, cosa tenere sotto osservazione nelle settimane successive, ma soprattutto quali abitudini modificare e con quale frequenza tornare per i controlli.
È la differenza tra ricevere un dato piuttosto che una direzione.
Il modello ibrido: AI e medico insieme, non AI al posto del medico
Esiste un elemento del modello di Qura che vale la pena sottolineare con attenzione, in quanto distingue la startup da molte altre realtà del settore health-tech. Qura non punta a sostituire i medici con l’intelligenza artificiale. nel senso che ha come obiettivo quello di a creare un sistema in cui AI e medico lavorano insieme in modo complementare, ciascuno facendo quello che sa fare meglio.
In pratica l’intelligenza artificiale gestisce l’elaborazione dei dati, la categorizzazione dei parametri, l’identificazione delle anomalie e la preparazione della sintesi clinica. Il medico porta l’interpretazione contestuale, la relazione con il paziente, il giudizio clinico e la capacità di adattare il piano alla situazione specifica di quella persona.
Parliamo quindi di un approccio progettato per costruire fiducia, sia da parte dei pazienti, che si trovano davanti a un professionista preparato e non a un algoritmo, sia da parte dei medici che utilizzeranno la piattaforma come uno strumento che potenzia il loro lavoro invece di minacciarlo.
Sul piano normativo, Qura ha scelto fin dall’inizio di costruire la propria infrastruttura nel pieno rispetto delle regole sanitarie europee: chiaramente questa è una scelta che richiede più tempo e investimento iniziale, ma che costruisce una barriera all’ingresso significativa rispetto ai competitor meno rigorosi, generando al contempo la fiducia necessaria per operare in un settore così sensibile.
Gli investitori: United Ventures, Exor e Italian Angels for Growth
La composizione del sindacato di investitori che ha partecipato alla raccolta iniziale racconta qualcosa di importante sulla credibilità del progetto.
United Ventures è uno dei principali fondi di venture capital italiani specializzati in tech, con un track record solido che include investimenti in realtà come NanoPhoria e altre startup deep tech.
Il fatto che abbia guidato l’operazione è un segnale di fiducia nella solidità tecnologica e nella visione di lungo periodo della piattaforma. Invece Vento, il veicolo di investimento che Exor destina alle realtà più innovative, porta con sé non solo capitale ma accesso a un network internazionale e a competenze strategiche in ambiti che vanno dall’healthcare all’industria globale.
Infine Italian Angels for Growth completa il quadro con la rete di business angel più strutturata d’Italia, portando connessioni, mentorship e supporto operativo nelle fasi di crescita iniziale.
Abbiamo a che fare quindi con tre investitori diversi per profilo e approccio, uniti dalla stessa convinzione: la prevenzione sanitaria potenziata dall’AI è uno dei mercati più rilevanti del prossimo decennio.
Il mercato e i piani di crescita: espansione europea entro il 2030
Le ambizioni di Qura si misurano su un mercato in rapida espansione, con una traiettoria di crescita strutturale trainata dall’invecchiamento della popolazione europea e dalla crescente consapevolezza individuale verso la salute preventiva.
I capitali raccolti nel round iniziale serviranno a tre direttrici principali: la prima è la crescita del team, con nuove assunzioni nelle aree medica, ingegneristica e operativa. Invece la seconda riguarda lo sviluppo tecnologico, con l’accelerazione del motore di AI proprietario e la costruzione di nuove funzionalità della piattaforma.
La terza è l’espansione geografica, con la preparazione all’ingresso in altri mercati europei entro il 2030 — partendo dai Paesi con sistemi sanitari strutturalmente simili a quello italiano.
Un’ulteriore direzione che Qura sta esplorando riguarda le partnership con il settore assicurativo: molti operatori stanno ricevendo richieste crescenti di servizi aggiuntivi legati alla prevenzione.
La piattaforma di Qura si presta naturalmente a essere integrata nelle coperture assicurative come valore aggiunto per i clienti.