Bending Spoons, la Tech Made in Italy sbarca al Nasdaq

Indice contenuti

Bending Spoons guarda Wall Street: la referenza del Tech Made Italy che ha cambiato le regole del gioco

Per molto tempo l’Italia ha vissuto una sorta di complesso di inferiorità tecnologica.

Mentre la Silicon Valley produceva giganti globali e l’Europa cercava di costruire i propri campioni tecnologici, nel nostro Paese si continuava a raccontare l’innovazione come qualcosa che accadeva altrove. Le grandi storie tech arrivavano dagli Stati Uniti, dalla Cina o, più recentemente, dal Nord Europa. L’Italia rimaneva spesso sullo sfondo, riconosciuta per la sua creatività, per la manifattura, per il design, ma raramente per il settore Tech

Poi è arrivata Bending Spoons.

Prima come startup, poi come unicorno e successivamente come uno dei casi imprenditoriali più studiati dell’intero panorama europeo. Oggi l’azienda fondata da Luca Ferrari, Francesco Agostinelli, Matteo Danieli, Francesco Patarnello e dagli altri co-fondatori guarda a un nuovo traguardo: una possibile quotazione al Nasdaq che potrebbe rappresentare uno dei momenti più significativi nella storia recente del Tech Made in Italy. Infatti Lunedì 8 giugno il più grande unicorno italiano ha annunciato di aver depositato presso la Sec (Securities and Exchange Commission) tutti i ocumenti necessari per una proposta di offerta pubblica iniziale (Ipo: Initial Pubblic Offer).

Al di là delle tempistiche e delle valutazioni che parlano di valore di 20 miliardi di valutazione, il solo fatto che una software company nata a Milano venga associata ai grandi listini tecnologici americani racconta quanto sia cambiata la percezione dell’ecosistema italiano negli ultimi anni.

Da startup italiana a player globale

La storia di Bending Spoons è interessante perché sfugge a molte delle categorie tradizionali con cui vengono raccontate le startup europee.

Non si è limitata a crescere attraverso la raccolta di capitali o a conquistare una nicchia di mercato. Ha costruito un modello capace di combinare sviluppo tech, acquisizioni internazionali e gestione di piattaforme digitali utilizzate da centinaia di milioni di persone nel mondo.

Negli ultimi anni l’azienda ha attirato l’attenzione globale grazie a una serie di acquisizioni che hanno coinvolto marchi e piattaforme conosciute a livello internazionale. Un percorso che ha trasformato una realtà nata in Italia in uno dei protagonisti più dinamici del software europeo.

La possibile quotazione rappresenta quindi molto più di un evento finanziario.

Rappresenta la naturale evoluzione di una strategia costruita nel tempo, in cui il software è stato considerato non come un prodotto locale, ma come una piattaforma globale fin dal primo giorno.

Il significato di Wall Street per il Tech Made in Italy

Quando una società valuta l’ingresso nei mercati finanziari internazionali, la notizia viene spesso letta esclusivamente attraverso i numeri: fatturato, valutazione, multipli, investitori.

Ma nel caso di Bending Spoons esiste una dimensione ulteriore. Perché questa storia parla anche di rappresentazione.

Per decenni l’Italia ha prodotto eccellenze tecnologiche che raramente riuscivano a diventare simboli collettivi. Oggi, invece, esiste una generazione di aziende che sta contribuendo a modificare il modo in cui il Paese percepisce il proprio ruolo nel mondo dell’innovazione.

Bending Spoons è probabilmente il caso più evidente. Non perché sia l’unica realtà di successo, ma perché è diventata il riferimento attorno al quale molte altre aziende stanno iniziando a costruire le proprie ambizioni.

È ciò che accade in tutti gli ecosistemi maturi: quando emerge un campione nazionale, aumenta la fiducia di founder, investitori, talenti e istituzioni.

Il successo smette di essere una eccezione e diventa una possibilità concreta.

“Dovremmo tifare perché in Italia nascano sempre più Bending Spoons. Non per celebrare una singola azienda, ma perché ogni grande successo rende più forte l’intero movimento del Tech Made in Italy e ispira la prossima generazione di founder a pensare ancora più in grande.”

Max Brigida – Founder La Tech Made in Italy & Italian Tech Landscape

Un ecosistema che sta crescendo

La possibile quotazione arriva in un momento particolarmente interessante per il panorama tech italiano.

Negli ultimi mesi abbiamo raccontato round multimilionari, nuove scaleup, startup AI in forte crescita e aziende sempre più presenti sui mercati internazionali. Lexroom ha raccolto 50 milioni di dollari per accelerare sull’intelligenza artificiale applicata al diritto. WeRoad ha visto l’ingresso di Airbnb nel proprio capitale. Newcleo si prepara a una delle operazioni più rilevanti del settore energetico europeo. Namirial è entrata nel club degli unicorni.

Sono storie diverse, ma tutte raccontano la stessa trasformazione.

L’Italia non sta semplicemente producendo più startup.

Sta iniziando a produrre aziende capaci di competere su scala globale.

Ed è proprio questo il passaggio che distingue un ecosistema emergente da uno che sta entrando nella maturità.

Oltre Bending Spoons

Forse il valore più importante di questa storia non riguarda neppure Bending Spoons.

Riguarda ciò che potrebbe accadere dopo.

Ogni ecosistema tecnologico ha bisogno di aziende simbolo. Realtà capaci di dimostrare che un percorso apparentemente impossibile può diventare reale. Non perché tutti debbano replicarlo, ma perché rendono visibile una strada che prima sembrava inesistente.

Negli Stati Uniti questo ruolo è stato svolto da aziende come Apple, Google o Facebook. In Europa da Spotify, Adyen o Klarna.

In Italia, per molti founder della nuova generazione, quel ruolo è stato assunto da Bending Spoons. Per questo una eventuale quotazione avrebbe un impatto che va oltre il mercato finanziario.

Perché contribuirebbe a rafforzare una narrativa che negli ultimi anni sta finalmente prendendo forma: quella di un Paese capace non solo di utilizzare tecnologia, ma di costruirla.

Condividi l'articolo
Facebook
LinkedIn
WhatsApp
Gli utenti hanno anche letto
Tech Made in Italy

LinkedIn Top Startups 26: le 10 aziende italiane in maggiore evidenza sono tutte Tech Made in Italy

Dalla guida autonoma alla robotica, dall'Intelligenza Artificiale al software per le imprese: tutte le dieci aziende selezionate da LinkedIn nella classifica Top Startups Italia 2026 hanno la tecnologia al centro del proprio modello di business. Un segnale importante per l'ecosistema italiano, che racconta un Paese capace di sviluppare innovazione, attrarre talenti e costruire nuove imprese tecnologiche.
Turism Tech

Slope: dall’Umbria il software Made in Italy che digitalizza oltre 1.400 hotel

Nata a Gualdo Tadino dall'intuizione di due ingegneri informatici con un'esperienza nella Silicon Valley, Slope ha sviluppato una piattaforma cloud per la gestione alberghiera, oggi utilizzata da oltre 1.400 strutture ricettive italiane. Un esempio di come il Tech Made in Italy possa innovare anche i settori più tradizionali della nostra economia.
E-Commerce

TextYess, rivoluziona l’E-Commerce Made in Italy

extYess raccoglie 4 milioni di euro e porta a oltre 7 milioni il capitale complessivamente raccolto. La Tech Made in Italy vuole trasformare il CRM degli e-commerce in un sistema gestito progressivamente da agenti AI. Dietro al round c’è una domanda molto più grande: stiamo passando dal software che ci aiuta a lavorare al software al quale deleghiamo il lavoro?
AI

SophIA, il polo Made in Italy per IA e cybersecurity

Il 23 settembre CDP Venture Capital e Scientifica hanno dato vita a SophIA, un polo che aiuta ricercatori e università a trasformare gli studi su intelligenza artificiale e sicurezza informatica in imprese. Con 27,5 milioni di euro e cinque partner scientifici punta a lanciare oltre 20 iniziative in tre anni. Per la tech Made in Italy è un ponte tra ricerca e mercato.
Robotica

Generative Bionics, il Made in Italy che rivoluziona la Robotica

Generative Bionics nasce da oltre vent'anni di ricerca dell'Istituto Italiano di Tecnologia, raccoglie 70 milioni di euro e porta GENE.01 verso l'industria. Dopo la partnership con Fincantieri per sviluppare un umanoide saldatore, arriva l'accordo con Eni su Physical AI, materiali, HPC e possibili applicazioni industriali. Il prossimo obiettivo non è soltanto costruire robot italiani, ma provare a costruire in Italia un'industria della robotica umanoide.
AI

Computis, 2 milioni per commercialisti e AI Made in Italy

Computis raccoglie 2 milioni di euro in un round pre-seed guidato da Techshop Capital. Fondata nel 2026 da tre ex Jet HR, la Tech Made in Italy combina AI, contabili e commercialisti e sta sviluppando un bilancio in tempo reale e un AI Agent capace di interpretare i dati delle PMI.
Deep Tech

Health Triage, l’AI Made in Italy per la prevenzione oncologica

Health Triage, startup italiana di intelligenza artificiale applicata all'oncologia, ha ricevuto 3 milioni di euro da Vertis SGR e Health 1. Le risorse serviranno a validare sul campo BreastNegative e Prostate V-Bio, portarle negli ospedali e aprire i mercati europeo e americano, compreso l'iter FDA.
AI

Tiledesk, l’AI Made in Italy che vuole automatizzare il lavoro

Tiledesk raccoglie 1,1 milioni di euro per accelerare lo sviluppo della propria piattaforma open source dedicata agli AI Agents e all'automazione dei processi aziendali. La Tech Made in Italy vuole portare il paradigma del linguaggio naturale oltre il customer care: descrivere un processo e lasciare che l'AI coordini strumenti, integrazioni, agenti e persone per eseguirlo. Un piccolo round che finanzia una trasformazione potenzialmente molto più grande.
fintech

JustSolve: la Tech Made in Italy che insegna l’AI come recuperare i crediti

JustSolve ha chiuso una raccolta da 3,7 milioni di euro in fase pre-seed per portare l'intelligenza artificiale agentica nel recupero crediti. In Europa giacciono 10 trilioni di euro di debiti insoluti con un tasso medio di recupero del 10%. La startup fondata da Alberta Trombetta e Francesco Manicardi ha già triplicato i ricavi nel primo anno di attività.
AI

Underdogs: La Tech Made in Italy che conquista il Martech Europeo

Underdogs Group raccoglie 20 milioni di euro nel suo primo round e punta ad accelerare una strategia di acquisizioni tra DataTech, MarTech e AdTech. Con oltre mille clienti europei, 140 dipendenti e più di 20 milioni di ricavi pro forma, il gruppo milanese vuole costruire una piattaforma MadTech end-to-end basata sull'AI. Ma la notizia più interessante per il Tech Made in Italy potrebbe essere un'altra: una società italiana che raccoglie capitale per diventare aggregatore di Tech in Europa.
Biotech

Sibylla Biotech: la startup Made in Italy per i tumori.

Sibylla Biotech, spin-off fondato nel 2017 dalla collaborazione tra INFN, Università di Trento e Università di Perugia, ha sviluppato PPI-FIT, piattaforma proprietaria che intercetta le proteine oncogeniche durante il processo di formazione, colpendole in stadi intermedi altrimenti inaccessibili ai farmaci convenzionali. Con un round Series A da 23 milioni e una collaborazione strategica con il MD Anderson Cancer Center, la startup veronese si candida a diventare uno dei protagonisti globali nella lotta ai tumori oggi considerati incurabili. Questa è una storia di ricerca italiana che diventa innovazione mondiale.
Editoriale

E se… il futuro del Tech fosse più umano e meno AI?

L’AI promette di automatizzare una parte crescente delle nostre attività, mentre Unobravo, dopo oltre 10 milioni di sedute online, porta il proprio modello anche nel mondo fisico. Una scelta apparentemente controcorrente che apre una domanda più ampia: se l’intelligenza artificiale diventerà abbondante e accessibile a tutti, competenza, relazione e responsabilità umana potrebbero diventare un nuovo vantaggio competitivo?
healthtech

Unobravo, dal digitale al divano

Dopo oltre 10 milioni di sedute online e più di mezzo milione di persone supportate, Unobravo porta la propria esperienza anche nel mondo fisico. Il servizio in presenza coinvolge già oltre 600 professionisti in 29 città e punta alla copertura nazionale nel 2027. Ma la storia più interessante non è l'apertura degli spazi: è il passaggio da piattaforma digitale a infrastruttura ibrida, dove tecnologia e presenza diventano due modalità dello stesso servizio.
Nucleare

Nucleare può diventare una nuova industria Tech Made in Italy?

Il nucleare torna nell'agenda italiana, ma dietro il dibattito energetico sta emergendo una questione industriale molto più ampia. Dagli SMR al progetto EAGLES-300, dall'accordo Ansaldo Energia-RINA alla collaborazione tra ENEA ed Exergon Ventures, l'Italia possiede già competenze che potrebbero contribuire alla nascita di una nuova filiera tecnologica europea. La domanda non è soltanto se torneremo a produrre energia nucleare, ma quanta della tecnologia necessaria saremo capaci di svilupparla e produrla in Italia.
Tech Made in Italy

Glassless: la Tech Made in Italy che vuole farci leggere senza occhiali

Glassless è una startup italiana che sta sviluppando un software capace di adattare in tempo reale lo schermo dello smartphone alla vista delle persone con presbiopia. Niente nuove lenti o hardware: la correzione avviene direttamente sull'immagine. I primi test su 31 partecipanti mostrano risultati preliminari interessanti, mentre l'obiettivo è portare la tecnologia all'interno dei dispositivi attraverso un SDK.
Editoriale

E se La Tech Made in Italy avesse 20 Unicorni fra 1-3 anni?

L’Italian Tech Landscape® 2026 fotografava 9 unicorni italiani e indicava 15-18 come obiettivo realistico per ridurre lo scale gap con i principali ecosistemi europei. Pochi mesi dopo Exein, individuata tra i Soon-Unicorn, ha superato il miliardo. E se l’Italia arrivasse a 20 unicorni nei prossimi 1-3 anni? Più che il numero, cambierebbe la struttura stessa del Tech Made in Italy.
AI

Jet HR trovati 33 miliardi per le imprese Made in Italy

Jet HR utilizza agenti AI verticali per individuare agevolazioni, recuperi e opportunità di risparmio che le aziende rischiano di perdere nella complessità burocratica italiana. Marco Ogliengo e Francesco Scalambrino, co-founder di Jet HR, raccontano un modello che secondo le stime presentate dalla società potrebbe arrivare, se applicato su scala nazionale, a un potenziale recuperabile fino a 33 miliardi di euro.
APP

Seven AI, l’App AI Made in Italy per il Football, supera i 10.000 utenti.

Seven AI raggiunge il primo grande traguardo dei 10.000 utenti. L'app fondata da Max Sardella utilizza l'Intelligenza Artificiale per aiutare calciatori e calciatrici a creare contenuti post-partita e comunicare sui social in modo più responsabile. Una storia che mostra come la verticalizzazione possa diventare una delle strade più interessanti per costruire applicazioni AI Made in Italy.
Investment

Techshop II: 43 milioni per l’AI Made in Italy

Techshop SGR ha completato il primo closing di Techshop II a 43 milioni di euro e punta a raggiungere 100 milioni entro il 2027. Il nuovo fondo investirà nelle fasi pre-seed e seed di startup italiane ed europee che utilizzano l'Intelligenza Artificiale per trasformare i processi B2B. Con CDP Venture Capital come investitore di riferimento e il track record delle 23 società di Techshop I, la sfida è costruire una nuova generazione di aziende AI capaci di competere a livello europeo e globale
Tech Made in Italy

Bending Spoons acquisce Miro per 1.36 Miliardi

Bending Spoons accelera ancora. A soli sei giorni dal completamento dell'acquisizione di Airtable, la Tech milanese ha annunciato un accordo per acquisire Miro per un enterprise value di 1,355 miliardi di dollari. La piattaforma conta quasi 4 milioni di utenti paganti e circa 600 milioni di dollari di ricavi ricorrenti annuali. Dopo la quotazione al Nasdaq, Bending Spoons conferma così la propria trasformazione in un gruppo tecnologico globale che, partendo dall'Italia, acquisisce alcuni dei brand software più conosciuti al mondo.
Edtech

EdTech Made in Italy: boom da 2,7 miliardi che nessuno sta raccontando

Il mercato italiano dell'Ed Tech genera un fatturato che sfiora i 3 miliardi di euro e dà lavoro a undicimila professionisti. Due anni fa le startup del settore hanno quasi triplicato i capitali attratti, raggiungendo 74 milioni di euro. Quasi sette su dieci puntano al mercato B2B aziendale, e il 60% delle più recenti è costruita nativamente sull'AI generativa. Dati che emergono dall'Osservatorio Proxima del gruppo Enzima12 e che raccontano un settore entrato nella sua fase industriale, con ancora molto spazio da percorrere.
AI

Cato, raccoglie 6 milioni per l’AI Made in Italy

Cato raccoglie 6 milioni di euro e porta a 7,6 milioni la raccolta complessiva. La startup fondata da Andrea Zorzetto e Matteo Bossolini utilizza l'AI per semplificare ricerca, analisi e preparazione delle gare d'appalto pubbliche. Con 150 clienti raggiunti in pochi mesi e un mercato italiano che nel 2025 ha movimentato 309 miliardi di euro, Cato vuole trasformare uno dei processi più complessi per le PMI in una piattaforma tecnologica capace di crescere anche oltre i confini italiani.
healthtech

Prevenzione Sanitaria: Qura, la Made in Italy che trasforma il privilegio in diritto

Qura, startup italiana fondata a fine 2025 da Virginia Gambardella e Gioacchino Grand, ha chiuso una raccolta iniziale da 1,5 milioni con United Ventures come capofila, Vento di Exor e Italian Angels for Growth. La piattaforma combina diagnostica di laboratorio con oltre 60 parametri, analisi AI proprietaria e consulenza medica personalizzata in un percorso integrato di salute preventiva.
Deep Tech

Una Tech Made in Italy che insegna ai satelliti a pensare

AIKO, startup torinese fondata nel 2017 come spin-off del Politecnico di Torino, è stata la prima azienda in Europa a dimostrare algoritmi di deep learning funzionanti direttamente in orbita. I suoi software, orbital_OLIVER, gifted_GENE e cloudy_Charles, rendono i satelliti capaci di prendere decisioni autonome in tempo reale, riducendo drasticamente la dipendenza da team umani a terra.
Tech Made in Italy

11km di Tech Made in Italy sopra Città del Messico

Una tecnologia nata nelle montagne italiane sta contribuendo a cambiare la mobilità di Città del Messico. LEITNER realizzerà la nuova Linea 4 del Cablebús, circa 11 chilometri di trasporto urbano a fune capaci di servire fino a 65.000 passeggeri al giorno e ridurre drasticamente i tempi di percorrenza. Un esempio di come competenze industriali italiane consolidate possano trasformarsi in tecnologie per le città del futuro
Tech Made in Italy

Draghi riparte dalla competitività: nel Rhine Group c’è anche il Tech Made in Italy

Mario Draghi torna al centro del dibattito sulla competitività europea con il Rhine Group, iniziativa nata insieme a Patrick Collison che riunisce imprenditori, economisti e protagonisti dell’innovazione per affrontare uno dei grandi problemi dell’Europa: trasformare talento, ricerca e capitale in aziende capaci di competere a livello globale. Ma per noi c’è un elemento ancora più interessante: al tavolo siedono anche protagonisti del Tech Made in Italy come Andrea Pignataro e Luca Ferrari. Un segnale importante di un’Italia che non deve più limitarsi a inseguire la trasformazione tecnologica europea, ma può contribuire direttamente a costruirla.
SpaceTech

La Tech Made in Italy di Revolv Space alla Nasa per studiare il clima

Una tecnologia sviluppata a Torino volerà nello spazio all’interno di una missione scientifica della NASA. Revolv Space ha consegnato quattro unità SARA Nano, sistemi che orienteranno i pannelli solari dei satelliti della missione PolSIR per massimizzarne la produzione energetica. Un esempio concreto di come il Tech Made in Italy possa entrare nelle filiere tecnologiche più avanzate del mondo attraverso specializzazione, Deep Tech e capacità ingegneristica.
Tech & Innovazione

Una Made in Italy che guida la rivoluzione della Blue Economy globale

WSense, scaleup italiana spin-off della Sapienza di Roma fondata nel 2017 da Chiara Petrioli, ha sviluppato il primo sistema di wifi sottomarino capace di operare fino a 3.000 metri di profondità, l'Internet of Underwater Things. Con oltre 27 milioni di euro raccolti e Fincantieri entrato come partner strategico nel round pre-Serie B da 7,2 milioni, WSense si posiziona come leader europeo nelle comunicazioni subacquee wireless. . In un mercato, la Blue Economy, che vale 1.500 miliardi e crescerà fino a 3.000 miliardi entro il 2030, l'Italia ha il suo campione tecnologico sotto i mari.
Investment

Venture Capital italiano: 9,6 miliardi in dieci anni. Adesso inizia la vera selezione

In dieci anni il Venture Capital italiano è passato da un mercato ancora embrionale a un ecosistema capace di attrarre quasi 9,6 miliardi di euro tra il 2015 e il 2025. Ma il dato forse più interessante non è quanto abbiamo raccolto. È quello che sta succedendo adesso. Perché sembra essersi chiusa la fase dell’euforia, mentre ne sta iniziando un’altra: quella della selezione. E per il Tech Made in Italy potrebbe essere una buona notizia.
Investment

Italian Founders Fund supera i 100 milioni di euro. Il Tech Made in Italy investe su se stesso.

L'ecosistema startup italiano raggiunge un traguardo storico. Italian Founders Fund ha chiuso la raccolta a oltre 100 milioni di euro, superando ampiamente il target iniziale. Nato dall'iniziativa di oltre cento imprenditori italiani, il fondo ha già investito in 32 startup e rappresenta uno dei segnali più concreti della maturità raggiunta dal Tech Made in Italy. Non è solo capitale: è un ecosistema che ha iniziato a investire su sé stesso.
Scrivi anche tu

Vuoi essere uno dei nostri scrittori del magazine

Unisciti a noi e diventa partner importante dell’ecosistema La Tech Made In Italy