Insurtech: come la Tecnologia Made in Italy sta reinventando le assicurazioni.

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Insurtech Made in Italy, come la tecnologia sta reinventando le assicurazioni italiane.

Da Prima a Facile.it, da un miliardo di investimenti ai 250 milioni destinati all’AI nel 2026, il settore assicurativo italiano non è più quello di una volta.

C’è un settore che per decenni è stato considerato lento, burocratico e impermeabile all’innovazione. Un mondo fatto di polizze cartacee, agenti in giacca e cravatta, clausole incomprensibili e processi di liquidazione sinistri che sembravano progettati per scoraggiare il cliente. Quel mondo non esiste più. O meglio: sta cambiando così rapidamente che tra pochi anni sarà irriconoscibile.

L’Insurtech, ovvero la tecnologia applicata al settore assicurativo, ha già trasformato il modo in cui gli italiani acquistano, gestiscono e vivono le proprie polizze. E l’Italia, in questo cambiamento, non è spettatrice ma protagonista.

Insurtech italiano 2025-2026: un miliardo investito e un mercato che accelera

I numeri dell’Osservatorio Fintech & Insurtech del Politecnico di Milano, elaborati per Italian Insurtech Association e presentati a Milano nel marzo 2026, fotografano un settore che ha superato una soglia storica.

Il settore assicurativo italiano ha chiuso il 2025 con oltre un miliardo di euro investiti nell’innovazione digitale. La parte più sorprendente riguarda gli investimenti in startup Insurtech: 541,6 milioni di euro nel 2025, contro i 38 milioni dell’anno precedente.
Una crescita di oltre il 1.300% in un solo anno. Un dato che, letto isolatamente, potrebbe sembrare una distorsione statistica.
In realtà racconta qualcosa di preciso: il mercato ha smesso di fare tanti piccoli esperimenti e ha iniziato a scommettere in modo selettivo su poche realtà ad alto potenziale, con investimenti molto più consistenti per ciascuna.

L’indice complessivo di digitalizzazione del mercato assicurativo italiano è salito a 19 su 30, rispetto al 18 del 2024.Un miglioramento reale, ma che indica anche quanto spazio di crescita rimanga ancora da percorrere.

 

Il 2026 si apre con aspettative ancora più ambiziose: le previsioni indicano 250 milioni destinati all’intelligenza artificiale, pari a circa il 15% della spesa tecnologica totale del settore. Come ha dichiarato Simone Ranucci Brandimarte, Presidente di Italian Insurtech Association: “Usciamo dalla fase di pura sperimentazione per avviare una produzione su scala.”

Prima e Facile.it: i due unicorni che hanno dimostrato che si può fare

Parlare di Insurtech italiano senza citare Prima e Facile.it sarebbe come parlare di fintech europeo senza menzionare Revolut o N26. Sono le due realtà che hanno dimostrato, con i numeri, che il settore assicurativo digitale italiano può produrre campioni di scala internazionale.

Prima Insurance, fondata nel 2015, è l’esempio più emblematico di come un approccio completamente digitale al settore assicurativo possa scalare rapidamente verso mercati esteri.

Attiva in Italia, nel Regno Unito e in Spagna, Prima ha costruito il proprio vantaggio competitivo su una piattaforma tecnologica proprietaria che permette di quotare, emettere e gestire polizze auto con una velocità e una personalizzazione impossibili per gli operatori tradizionali.
Oggi fa parte del gruppo Axa e vale 1 miliardo di euro, uno dei 9 unicorni italiani censiti dall’Italian Tech Landscape 2026. Facile.it, dal canto suo, ha percorso una strada diversa ma ugualmente significativa.

Nata come comparatore assicurativo nel 2008, ha saputo costruire nel tempo una piattaforma che va ben oltre la comparazione di prezzi, integrandosi con i principali provider assicurativi italiani e diventando uno dei punti di accesso più utilizzati dagli italiani per la gestione delle proprie coperture.

Valutata 1 miliardo di euro, è la dimostrazione che la distribuzione digitale delle assicurazioni non è una nicchia per utenti esperti di tecnologia, ma un mercato di massa che coinvolge milioni di famiglie italiane ogni anno.

Come l’AI sta cambiando il cuore del business assicurativo

Dalla valutazione del rischio alla liquidazione sinistri: tutto cambia

 

La trasformazione più profonda che l’Insurtech sta portando al settore non riguarda i canali di vendita.
Riguarda i processi fondamentali del business assicurativo: quelli che determinano quanto costa una polizza, quanto velocemente viene liquidato un sinistro, quanto accuratamente viene valutato un rischio.

Nel 2026 le tecnologie vengono integrate direttamente dentro i processi assicurativi esistenti, con un focus particolare sull’underwriting, dove l’AI permette di analizzare quantità di dati impensabili per un operatore umano, migliorando la precisione delle quotazioni e riducendo le perdite su sinistri.

Il risultato concreto è un settore che produce polizze più accurate, premi più equi e sinistri liquidati in tempi molto più brevi.

Le realtà Insurtech più efficaci oggi non sono quelle che vogliono sostituire le compagnie tradizionali con modelli alternativi.

Sono quelle che riescono a lavorare fianco a fianco con i grandi operatori, integrando soluzioni tecnologiche avanzate nei loro sistemi esistenti senza richiedere costose e rischiose sostituzioni dell’intera infrastruttura.

È un approccio più discreto di quello che molti si aspettavano qualche anno fa. Ma è molto più efficace.

 

Il nodo delle partnership: le compagnie preferiscono fare da sé

C’è però un dato che vale la pena leggere con attenzione critica. Negli ultimi due anni le partnership tra grandi compagnie assicurative e startup Insurtech esterne sono diminuite, mentre sono cresciuti i progetti di innovazione sviluppati internamente.

I grandi player preferiscono costruire le proprie capacità tecnologiche in casa piuttosto che co-svilupparle con l’ecosistema. Filippo Renga, Direttore dell’Osservatorio Fintech & Insurtech del Politecnico di Milano, descrive questa dinamica come il segnale di un mercato che non ha ancora completato la transizione verso una collaborazione sistematica con le realtà più innovative dell’ecosistema.

Per le startup del settore questa tendenza rappresenta una sfida concreta.

Operare in un contesto dove i grandi player tendono a portare l’innovazione all’interno significa doversi specializzare su aree molto precise, dove la competenza esterna è ancora preferibile rispetto a quella sviluppabile internamente in tempi ragionevoli.
La selettività crescente del mercato richiede alle startup Insurtech una maggiore chiarezza sul valore specifico che portano, nonché una capacità di dimostrarlo in modo rapido e misurabile.

 

Il protection gap italiano: il problema che l’Insurtech può risolvere

C’è un dato strutturale che rende il mercato assicurativo italiano particolarmente interessante per l’innovazione tecnologica, e che spiega perché ci sia ancora così tanto potenziale da esprimere.

L’Italia soffre di una sotto-assicurazione cronica in settori chiave come la salute, le catastrofi naturali e la previdenza complementare. Gli italiani si assicurano mediamente molto meno rispetto alla media europea, e il divario si accentua nelle fasce di reddito più basse e tra le PMI.

Le ragioni sono storiche e culturali: polizze percepite come troppo complesse, costi ritenuti elevati, scarsa fiducia verso il settore assicurativo, difficoltà di accesso per le piccole imprese.

Tutti problemi che la tecnologia ha gli strumenti per affrontare in modo sistematico.

Prodotti più semplici e leggibili, quotazioni personalizzate e accessibili, processi di sottoscrizione completamente digitali, polizze modulari per esigenze specifiche e temporanee: sono tutti strumenti che l’Insurtech ha già sviluppato e che possono contribuire a ridurre strutturalmente quel divario di protezione.

Insurtech Day 2026: il settore si dà appuntamento a Milano

Un segnale concreto della maturità raggiunta dall’ecosistema Insurtech italiano è la qualità degli eventi che lo animano. Il 2 e 3 luglio 2026, Milano ospita l’Insurtech Day 2026 organizzato da Italian Insurtech Association, con la cerimonia degli Insurtech Awards 2026 che premierà le realtà più innovative del settore in sei categorie.

Le aree coperte spaziano dai prodotti assicurativi per la casa e la mobilità fino alle soluzioni per le PMI, con un focus specifico su underwriting predittivo, pricing dinamico, embedded insurance e gestione attiva del rischio attraverso IoT, AI e piattaforme dati.

Non è un dettaglio marginale.
Un ecosistema che produce eventi di questa portata, con questa partecipazione e con queste categorie di innovazione, è un ecosistema che ha raggiunto una massa critica sufficiente per continuare a crescere in modo autonomo.
È esattamente il tipo di infrastruttura sistemica che distingue i mercati maturi da quelli ancora in fase embrionale.

 

Un impulso per il Tech Made in Italy

L’Insurtech non è un tema riservato agli specialisti del settore assicurativo. È uno dei fronti più concreti e misurabili della trasformazione digitale dell’economia italiana.

Quando una polizza auto viene quotata in pochi secondi attraverso una app, o un sinistro viene liquidato in 48 ore grazie all’analisi automatica delle foto, o ancora quando una PMI riesce finalmente ad assicurarsi contro rischi informatici con una copertura modulare e accessibile, esiste tecnologia italiana che lavora in modo invisibile ma efficace.
È il modello che la migliore tradizione del Tech Made in Italy conosce bene: non fare rumore, ma produrre valore reale. La sfida per i prossimi anni è portare questo valore fuori dai confini nazionali, costruendo campioni europei dell’Insurtech con la stessa ambizione con cui Prima ha già iniziato a farlo.

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