Bending Spoons e la nascita della prima “Tech Mafia” Made in Italy

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La vera eredità di Bending Spoons potrebbe non essere il Nasdaq. Potrebbe essere la sua “Mafia”.

Ci sono notizie che raccontano il presente.

E poi ci sono notizie che permettono di intravedere il futuro.

La possibile quotazione di Bending Spoons al Nasdaq appartiene senza dubbio alla seconda categoria.

Nelle ultime settimane si è parlato molto della valutazione attesa di circa 20 miliardi di dollari, dell’ingresso a Wall Street, delle banche d’affari coinvolte e del successo costruito da una delle software company più importanti d’Europa.

Tutto corretto.

Ma credo che la vera domanda sia un’altra.

E se il vero valore di questa operazione non fosse Bending Spoons?

La storia degli ecosistemi tecnologici ci insegna che le aziende più importanti raramente cambiano un Paese soltanto per il fatturato che generano o per il valore raggiunto in Borsa.

Lo cambiano per ciò che lasciano dopo.

Negli Stati Uniti esiste un’espressione che chi frequenta il mondo delle startup conosce molto bene: PayPal Mafia.

Con questo termine non si identifica un’azienda.

Si identifica un fenomeno.

Dopo la vendita di PayPal a eBay, molti dei suoi fondatori, manager e primi dipendenti non si limitarono a incassare il successo.

Fondarono nuove aziende.

Investirono in altre startup.

Diventarono Business Angel.

Costruirono fondi di Venture Capital.

Trasmisero competenze.

Aiutarono altri imprenditori.

Da quel gruppo nacquero Tesla, SpaceX, LinkedIn, Palantir, YouTube, Yelp e decine di altre aziende che ancora oggi definiscono la Silicon Valley.

La vera eredità di PayPal non è stata PayPal.

È stata la generazione di imprenditori che ha prodotto.

Ed è qui che, secondo me, dovremmo iniziare a osservare ciò che sta accadendo in Italia.

Se la quotazione di Bending Spoons andrà nella direzione annunciata, molti dipendenti vedranno valorizzate le proprie stock option.

 

Per qualcuno significherà semplicemente un importante risultato economico.

Per altri potrebbe rappresentare la possibilità di fondare una nuova azienda, diventare investitore, finanziare giovani imprenditori, affiancare startup come mentor o contribuire alla crescita dell’ecosistema italiano.

È esattamente questo il meccanismo che trasforma una grande azienda in un acceleratore di innovazione.

Ed è qui che nasce quella che, provocatoriamente ma non troppo, mi piace definire la possibile prima Tech Mafia Made in Italy.

“Il giorno in cui gli ex dipendenti di Bending Spoons inizieranno a fondare nuove startup, investire nei giovani imprenditori e costruire la prossima generazione di aziende italiane, quel giorno capiremo che il vero valore della sua IPO non era la quotazione. Era l’ecosistema che stava nascendo.”

Naturalmente non si tratta di creare un’élite.

Né di celebrare una sola azienda.

Si tratta di capire come funzionano gli ecosistemi tecnologici.

Ogni grande Tech Nation ha avuto uno o più “generatori” di imprenditori.

Fairchild Semiconductor lo è stata per la Silicon Valley.

PayPal lo è stata per Internet.

Google ha contribuito a creare decine di founder e investitori.

In Israele questo ruolo è stato svolto da alcune aziende nate negli anni Novanta.

La domanda che oggi dovremmo porci è molto semplice.

Bending Spoons potrebbe diventare il primo grande generatore di imprenditorialità del Tech Made in Italy?

 

Perché se questo accadesse, la sua IPO avrebbe un valore che andrebbe ben oltre Wall Street.

Negli ultimi tre anni abbiamo raccontato centinaia di storie attraverso La Tech Made in Italy.

Abbiamo visto nascere unicorni, grandi round, startup deeptech, aziende che esportano software in tutto il mondo e università che sviluppano modelli di intelligenza artificiale.

Ma forse il vero salto di qualità del nostro ecosistema non arriverà quando avremo dieci unicorni.

Arriverà quando il successo di quei dieci unicorni inizierà a generarne altri cento.

È questo il momento in cui un ecosistema smette di crescere per inerzia e inizia ad alimentarsi da solo.

Per questo credo che dovremmo guardare a Bending Spoons con una prospettiva diversa.

Non soltanto come una delle aziende tecnologiche italiane di maggior successo.

Ma come il possibile punto di partenza di una nuova generazione di founder, investitori e innovatori.

Perché le grandi aziende passano.

Le grandi comunità imprenditoriali, invece, costruiscono il futuro.

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