Il Primo Modello di Generative AI Made in Italy

Indice contenuti

Minerva, il primo modello AI generativo nato in una università pubblica italiana

 

Negli ultimi anni l’intelligenza artificiale è stata raccontata soprattutto attraverso i grandi nomi internazionali. OpenAI, Anthropic, Google, Meta. Modelli sviluppati da colossi tecnologici che stanno ridefinendo il modo in cui lavoriamo, studiamo e accediamo alla conoscenza.

In questo scenario, l’Europa ha spesso assunto il ruolo di osservatore. E l’Italia, ancora di più, è stata percepita come utilizzatrice di tecnologie sviluppate altrove piuttosto che come protagonista della loro costruzione.

La presentazione di Minerva, il primo modello di intelligenza artificiale generativa addestrato da zero in lingua italiana da una università pubblica, prova a cambiare questa narrativa.

Il progetto nasce all’interno dell’Università La Sapienza di Roma e rappresenta uno dei tentativi più significativi mai realizzati nel nostro Paese per costruire una infrastruttura AI sviluppata direttamente sul patrimonio linguistico, culturale e scientifico italiano.

La notizia è importante non soltanto per il risultato tecnologico raggiunto, ma per ciò che rappresenta: la dimostrazione che anche il sistema universitario italiano può contribuire in modo diretto alla costruzione della nuova economia dell’intelligenza artificiale.

Perché costruire un modello italiano conta davvero

Per molto tempo il dibattito sull’intelligenza artificiale si è concentrato sulla capacità di utilizzare modelli esistenti.

Oggi però la discussione si sta spostando su un livello diverso.

Chi controlla i modelli? Chi decide i dati su cui vengono addestrati? Chi definisce le priorità linguistiche, culturali e normative che influenzano il loro comportamento?

Sono domande che stanno diventando centrali in tutta Europa.

La maggior parte dei modelli generativi utilizzati quotidianamente nasce infatti negli Stati Uniti ed è addestrata prevalentemente su contenuti in lingua inglese. Questo non rappresenta necessariamente un problema tecnologico, ma pone interrogativi sulla capacità dei sistemi di comprendere realmente contesti normativi, culturali e linguistici differenti.

È qui che progetti come Minerva assumono un significato particolare.

L’obiettivo non è costruire un concorrente diretto dei giganti globali. L’obiettivo è creare una base tecnologica capace di comprendere meglio la lingua italiana, le sue sfumature e il contesto in cui viene utilizzata.

In altre parole, sviluppare un’intelligenza artificiale che non sia soltanto tradotta in italiano, ma pensata anche per l’italiano.

Università e ricerca tornano al centro dell’innovazione

Uno degli aspetti più interessanti di questa iniziativa riguarda il soggetto che l’ha realizzata.

Negli ultimi anni il racconto dell’intelligenza artificiale è stato dominato dalle Big Tech e dai grandi investimenti privati. Questo ha portato molti a pensare che la ricerca pubblica avesse ormai perso un ruolo centrale nello sviluppo delle tecnologie più avanzate.

La storia di Minerva racconta qualcosa di diverso.

Dimostra che università, centri di ricerca e competenze accademiche continuano ad avere un ruolo fondamentale nella costruzione delle infrastrutture tecnologiche del futuro.

Non è un dettaglio secondario.

La storia dell’informatica, di Internet e della stessa intelligenza artificiale è profondamente legata al mondo della ricerca pubblica. Molte delle innovazioni che oggi utilizziamo quotidianamente sono nate proprio all’interno di università e laboratori di ricerca.

Vedere una università italiana tornare protagonista in questo ambito rappresenta quindi un segnale importante per l’intero ecosistema nazionale.

“L’intelligenza artificiale non sarà definita soltanto da chi la utilizza, ma da chi è in grado di costruirla. E vedere una università pubblica italiana entrare in questa partita è una notizia che va ben oltre la tecnologia.”

Max Brigida – Founder La Tech Made in Italy 

L’AI italiana entra in una nuova fase

Negli ultimi mesi abbiamo raccontato round multimilionari, acquisizioni strategiche, startup AI in forte crescita e nuove realtà che stanno attirando l’attenzione di investitori internazionali.

Minerva aggiunge un tassello diverso a questa narrazione.

Non parla di venture capital o di valutazioni miliardarie. Parla di ricerca, competenze e capacità di costruire tecnologia.

Ed è proprio questo che rende la notizia particolarmente interessante.

Perché un ecosistema innovativo non si costruisce soltanto con startup di successo. Si costruisce anche con università capaci di generare conoscenza, formare talenti e sviluppare infrastrutture tecnologiche avanzate.

L’Italia ha spesso sofferto di un complesso di inferiorità tecnologica che l’ha portata a guardare all’estero come unico punto di riferimento possibile. Oggi, però, sempre più segnali indicano una realtà diversa.

Startup, scaleup, unicorni, centri di ricerca e università stanno iniziando a contribuire a una narrativa più ampia, in cui il Paese non è soltanto utilizzatore di innovazione, ma anche produttore.

Una questione di sovranità tecnologica

Forse il tema più interessante che emerge dalla storia di Minerva riguarda il concetto di sovranità tecnologica.

In Europa se ne parla sempre più spesso. Non come alternativa alla collaborazione internazionale, ma come capacità di sviluppare competenze strategiche all’interno del continente.

L’intelligenza artificiale è una di queste.

Avere modelli sviluppati localmente significa poter costruire strumenti più aderenti alle esigenze dei propri sistemi economici, educativi e istituzionali. Significa anche mantenere competenze, ricerca e capacità di innovazione all’interno dell’ecosistema.

Minerva non risolve da sola questa sfida.

Condividi l'articolo
Facebook
LinkedIn
WhatsApp
Gli utenti hanno anche letto
AI

SophIA, il polo Made in Italy per IA e cybersecurity

Il 23 settembre CDP Venture Capital e Scientifica hanno dato vita a SophIA, un polo che aiuta ricercatori e università a trasformare gli studi su intelligenza artificiale e sicurezza informatica in imprese. Con 27,5 milioni di euro e cinque partner scientifici punta a lanciare oltre 20 iniziative in tre anni. Per la tech Made in Italy è un ponte tra ricerca e mercato.
AI

Computis, 2 milioni per commercialisti e AI Made in Italy

Computis raccoglie 2 milioni di euro in un round pre-seed guidato da Techshop Capital. Fondata nel 2026 da tre ex Jet HR, la Tech Made in Italy combina AI, contabili e commercialisti e sta sviluppando un bilancio in tempo reale e un AI Agent capace di interpretare i dati delle PMI.
AI

Tiledesk, l’AI Made in Italy che vuole automatizzare il lavoro

Tiledesk raccoglie 1,1 milioni di euro per accelerare lo sviluppo della propria piattaforma open source dedicata agli AI Agents e all'automazione dei processi aziendali. La Tech Made in Italy vuole portare il paradigma del linguaggio naturale oltre il customer care: descrivere un processo e lasciare che l'AI coordini strumenti, integrazioni, agenti e persone per eseguirlo. Un piccolo round che finanzia una trasformazione potenzialmente molto più grande.
fintech

JustSolve: la Tech Made in Italy che insegna l’AI come recuperare i crediti

JustSolve ha chiuso una raccolta da 3,7 milioni di euro in fase pre-seed per portare l'intelligenza artificiale agentica nel recupero crediti. In Europa giacciono 10 trilioni di euro di debiti insoluti con un tasso medio di recupero del 10%. La startup fondata da Alberta Trombetta e Francesco Manicardi ha già triplicato i ricavi nel primo anno di attività.
AI

Underdogs: La Tech Made in Italy che conquista il Martech Europeo

Underdogs Group raccoglie 20 milioni di euro nel suo primo round e punta ad accelerare una strategia di acquisizioni tra DataTech, MarTech e AdTech. Con oltre mille clienti europei, 140 dipendenti e più di 20 milioni di ricavi pro forma, il gruppo milanese vuole costruire una piattaforma MadTech end-to-end basata sull'AI. Ma la notizia più interessante per il Tech Made in Italy potrebbe essere un'altra: una società italiana che raccoglie capitale per diventare aggregatore di Tech in Europa.
AI

Jet HR trovati 33 miliardi per le imprese Made in Italy

Jet HR utilizza agenti AI verticali per individuare agevolazioni, recuperi e opportunità di risparmio che le aziende rischiano di perdere nella complessità burocratica italiana. Marco Ogliengo e Francesco Scalambrino, co-founder di Jet HR, raccontano un modello che secondo le stime presentate dalla società potrebbe arrivare, se applicato su scala nazionale, a un potenziale recuperabile fino a 33 miliardi di euro.
APP

Seven AI, l’App AI Made in Italy per il Football, supera i 10.000 utenti.

Seven AI raggiunge il primo grande traguardo dei 10.000 utenti. L'app fondata da Max Sardella utilizza l'Intelligenza Artificiale per aiutare calciatori e calciatrici a creare contenuti post-partita e comunicare sui social in modo più responsabile. Una storia che mostra come la verticalizzazione possa diventare una delle strade più interessanti per costruire applicazioni AI Made in Italy.
Tech Made in Italy

Bending Spoons acquisce Miro per 1.36 Miliardi

Bending Spoons accelera ancora. A soli sei giorni dal completamento dell'acquisizione di Airtable, la Tech milanese ha annunciato un accordo per acquisire Miro per un enterprise value di 1,355 miliardi di dollari. La piattaforma conta quasi 4 milioni di utenti paganti e circa 600 milioni di dollari di ricavi ricorrenti annuali. Dopo la quotazione al Nasdaq, Bending Spoons conferma così la propria trasformazione in un gruppo tecnologico globale che, partendo dall'Italia, acquisisce alcuni dei brand software più conosciuti al mondo.
AI

Cato, raccoglie 6 milioni per l’AI Made in Italy

Cato raccoglie 6 milioni di euro e porta a 7,6 milioni la raccolta complessiva. La startup fondata da Andrea Zorzetto e Matteo Bossolini utilizza l'AI per semplificare ricerca, analisi e preparazione delle gare d'appalto pubbliche. Con 150 clienti raggiunti in pochi mesi e un mercato italiano che nel 2025 ha movimentato 309 miliardi di euro, Cato vuole trasformare uno dei processi più complessi per le PMI in una piattaforma tecnologica capace di crescere anche oltre i confini italiani.
AI

AI4I lancia piattaforma AI Made in Italy per le PMI

L'Italia compie un passo importante verso la diffusione dell'Intelligenza Artificiale nelle imprese. L'Istituto Italiano per l'Intelligenza Artificiale per l'Industria (AI4I) ha lanciato una nuova piattaforma dedicata alle PMI per favorire l'adozione concreta dell'AI. Una notizia che va oltre la tecnologia: la vera sfida non è costruire i modelli più potenti, ma aiutare migliaia di aziende italiane a utilizzarli per diventare più competitive.
AI

Tech Made in Italy per migliorare il consumo energetico dell’AI

L'Intelligenza Artificiale ha un problema sempre più evidente: i consumi energetici. Per affrontarlo nasce SURE, un progetto italiano da 23 milioni di euro che punta a sviluppare un cavo superconduttore capace di trasportare energia con perdite praticamente nulle, destinato ai data center del futuro. Un'innovazione che dimostra come il Tech Made in Italy possa contribuire non solo allo sviluppo dell'AI, ma anche delle infrastrutture che la renderanno sostenibile.
AI

Datapizza, round da 10 milioni per portare AI nelle aziende Italiane.

Datapizza annuncia il suo primo round di investimento: 10 milioni di euro guidati da Nextalia. Dopo tre anni di crescita autofinanziata, l'azienda punta a diventare la principale AI Deployment Company italiana, aiutando imprese e PMI a integrare concretamente l'Intelligenza Artificiale nei propri processi. Un'altra operazione che conferma la crescita del Tech Made in Italy e della nuova generazione di aziende AI italiane.
AI

Contents, la Made in Italy che conquista l’Europa

L'italiana Contents continua la propria espansione europea con l'acquisizione della spagnola Balio, specializzata nel benessere finanziario aziendale. È la sesta operazione di M&A del gruppo milanese e un nuovo passo nella costruzione di uno dei più interessanti ecosistemi europei dell'Enterprise AI. Scopri perché questa acquisizione rappresenta un segnale importante per il Tech Made in Italy.
AI

L’Italia può ancora dire la sua sull’AI Investigativa

L'AI investigativa di Massimo Buscema guarda oltre i dati In una recente intervista a RaiNews, il matematico Massimo Buscema spiega come l'intelligenza artificiale possa individuare, nel "rumore" dei dati, gli indizi che anticipano criticità future. Una riflessione che apre nuove prospettive sull'uso dell'AI nei settori più strategici, dalla sanità all'industria fino alla sicurezza.
AI

Bending Spoons, la nascita del campione del Tech Made in Italy

Bending Spoons annuncia ufficialmente la propria IPO sul Nasdaq con una valutazione attesa di circa 20 miliardi di dollari. Dietro questa operazione non c'è soltanto una software company di successo, ma una storia italiana fatta di visione, esecuzione e ambizione globale. Forse la vera notizia è che l'Italia ha finalmente iniziato a tifare per una propria campionessa tecnologica
Procurement

Procurament Made in Italy. Soource raccoglie 3 milioni e guarda all’Europa.

La startup Made in Italy Soource continua il proprio percorso di crescita grazie a un nuovo round di investimento che permetterà di rafforzare la piattaforma di data intelligence dedicata al procurement e sostenere l'espansione internazionale. Una storia che dimostra come il software Made in Italy possa creare valore anche in settori altamente verticali e strategici per le imprese.
Tech Made in Italy

Bending Spoons, la Tech Made in Italy sbarca al Nasdaq

Il più grande unicorno italiano, che negli ultimi anni ha conquistato il panorama tecnologico europeo guarda ora a una possibile quotazione al Nasdaq. Un passaggio che rappresenterebbe non solo un traguardo aziendale, ma anche un momento simbolico per l'intero ecosistema Tech Made in Italy.
AI

C’è tanto di Made in Italy, nella corsa all’AI, grazie ai fratelli Amodei.

Anthropic raccoglie 65 miliardi di dollari e raggiunge una valutazione vicina ai 1.000 miliardi, entrando tra le aziende tecnologiche più importanti del pianeta. Dietro questa storia c’è anche la firma dei fratelli Dario e Daniela Amodei, fondatori di origini italiane e protagonisti della nuova corsa globale all’intelligenza artificiale.
Cybersecurity

Alfa Group entra in Pluribus One: l’AI Made in Italy accelera sulla cybersecurity applicativa

Alfa Group investe nell’AI per la cybersecurity Alfa Group entra nel capitale di Pluribus One, società italiana specializzata in AI applicata alla sicurezza informatica. Un’operazione che rafforza il legame tra intelligenza artificiale, analisi dei dati e protezione delle infrastrutture digitali. Un segnale importante per la crescita dell’ecosistema AI Made in Italy.
XR

XR Made in Italy. Opportunità per diventare grandi

Negli ultimi anni l’Extended Reality è stata raccontata come una tecnologia promessa, spesso rimasta sospesa tra entusiasmo e incomprensione. Da un lato le aspettative, alimentate da visioni immersive e scenari futuristici; dall’altro una difficoltà concreta nel trasformare queste potenzialità in valore reale per le imprese.
AI

Supercalcolo Italia 3ª potenzia mondiale.

Nel dibattito sull’intelligenza artificiale si parla spesso di modelli, startup e applicazioni. Molto meno dell’infrastruttura che rende tutto questo possibile. Eppure è proprio lì che si gioca la partita più importante. Secondo quanto riportato da Il Sole 24 Ore, l’Italia è oggi tra le prime potenze mondiali nel supercalcolo,
AI

Segrafredo un nuovo posizionamento globale con AI Made in Italy.

Segafredo ripensa il suo posizionamento globale con l’AI di altermAInd: il caffè diventa un linguaggio culturale, ed ha avviato un riposizionamento strategico, lanciando il nuovo manifesto “Take Your Shot” e costruendo un ecosistema digitale supportato da tecnologie di intelligenza artificiale sviluppate in Italia, in collaborazione con altermAInd.
AI

Domyn acquisisce Orobix: nasce un nuovo polo europeo, Made in Italy dell’AI

Domyn acquisisce Orobix: nasce un nuovo polo europeo dell’intelligenza artificiale Nel panorama europeo dell’intelligenza artificiale si sta muovendo qualcosa di più strutturale di un semplice round o di un lancio prodotto.
AI

Olidata e Yakkyo: quando l’AI made in Italy diventa esperienza

Il caso Olidata e Be You racconta una nuova fase dell’AI: meno invisibile, più vicina alle persone, sempre più costruita attorno all’interazione C’è una nuova fase dell’intelligenza artificiale che si sta sviluppando lontano dai riflettori più evidenti. Non è quella dei grandi modelli generalisti o delle piattaforme globali, ma quella che lavora sull’esperienza, sull’interazione, sulla capacità di adattarsi ai comportamenti reali.
AI

La startup Made in Italy che protegge il software con l’AI raccoglie 80 milioni di dollari

C’è una nuova sfida che sta emergendo con forza nell’era dell’intelligenza artificiale: il software viene scritto più velocemente di quanto riesca a essere protetto.
AI

Un AI Made in Italy che scrive libri insieme a te

C’è un’idea che nasce in Italia, in un piccolo gruppo di menti curiose che si sono chieste: “E se scrivere un libro fosse facile come raccontare una storia a un amico?”
Scrivi anche tu

Vuoi essere uno dei nostri scrittori del magazine

Unisciti a noi e diventa partner importante dell’ecosistema La Tech Made In Italy