Bending Spoons acquisce Miro per 1.36 Miliardi

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Bending Spoons non si ferma: dopo Airtable acquisisce Miro per 1,36 miliardi di dollari

Sei giorni.

È il tempo trascorso tra il completamento dell’acquisizione di Airtable e l’annuncio di una nuova operazione miliardaria da parte di Bending Spoons.

Il 4 settembre la società milanese ha completato l’acquisizione di Airtable. Il 10 settembre ha annunciato un accordo definitivo per acquisire Miro, una delle piattaforme di collaborazione digitale più conosciute al mondo, per un enterprise value di 1,355 miliardi di dollari. Considerando la liquidità netta detenuta dalla società, l’operazione implica per Miro un equity value di circa 1,79 miliardi di dollari.

Un’altra acquisizione importante per quella che abbiamo più volte definito una delle nostre Tech di bandiera. Ma soprattutto un’operazione che conferma quanto rapidamente stia cambiando la dimensione di Bending Spoons.

Perché ormai non stiamo più parlando soltanto di un’azienda italiana capace di costruire applicazioni di successo. Stiamo assistendo alla nascita, da Milano, di un gruppo tecnologico che acquisisce alcune delle piattaforme digitali più conosciute al mondo.

Miro entra nell’ecosistema Bending Spoons

Miro nasce quindici anni fa dall’intuizione di Andrey Khusid e nel tempo si è trasformata da lavagna digitale collaborativa in una piattaforma utilizzata dalle aziende per progettare prodotti, organizzare processi e far lavorare insieme team distribuiti.

Oggi la società si definisce un AI Innovation Workspace, uno spazio nel quale persone, informazioni e agenti AI possono collaborare all’interno degli stessi processi di lavoro. Negli ultimi mesi Miro ha accelerato proprio su questa trasformazione, sviluppando strumenti di Agentic AI e acquisendo a marzo Reforge, piattaforma AI dedicata ai product team.

I numeri aiutano a capire la dimensione dell’operazione.

Miro ha raggiunto circa 600 milioni di dollari di ricavi ricorrenti annuali, quasi il 90% provenienti da clienti business ed enterprise. La piattaforma è integrata nei processi di oltre 250.000 organizzazioni, conta quasi 4 milioni di utenti paganti e più di 750 clienti generano ciascuno oltre 100.000 dollari di ARR.

Non stiamo quindi parlando semplicemente dell’acquisizione di un’applicazione conosciuta, ma di una piattaforma software globale con una presenza consolidata nel mondo enterprise.

Un’operazione da 1,355 miliardi di dollari

L’accordo prevede un’acquisizione interamente in contanti per un enterprise value di 1,355 miliardi di dollari.

C’è però un dettaglio interessante nella struttura finanziaria dell’operazione: alcuni azionisti di Miro reinvestiranno 295 milioni di dollari dei proventi ricevuti acquistando azioni di nuova emissione di Bending Spoons.

I consigli di amministrazione delle due società hanno approvato unanimemente l’accordo e il closing è previsto nel quarto trimestre del 2026, subordinatamente alle consuete autorizzazioni e condizioni regolamentari. Fino ad allora le due aziende continueranno a operare separatamente. Luca Ferrari, CEO e co-founder di Bending Spoons, ha già anticipato la direzione: dopo il closing la società intende investire significativamente nel miglioramento delle performance, dell’affidabilità e delle funzionalità di Miro.

È il modello Bending Spoons applicato, ancora una volta, a un prodotto digitale globale.

Soltanto sei giorni prima era arrivata Airtable

La velocità delle ultime operazioni è probabilmente la parte più impressionante della storia.

Il 4 settembre 2026 Bending Spoons aveva completato l’acquisizione di Airtable, piattaforma utilizzata da oltre 500.000 organizzazioni per gestire dati e workflow aziendali.

L’accordo per Airtable era stato annunciato il 4 agosto con un enterprise value di 1,285 miliardi di dollari e un equity value implicito di circa 2,25 miliardi. A giugno 2026 Airtable generava circa 480 milioni di dollari di ARR, in crescita di oltre il 20% su base annua.

Mettendo semplicemente una accanto all’altra le ultime due operazioni, Bending Spoons ha destinato circa 2,64 miliardi di dollari di enterprise value all’acquisizione di Airtable e Miro.

E lo ha fatto a distanza di pochissimo tempo.

Ma soprattutto ha aggiunto al proprio portafoglio due piattaforme profondamente inserite nel futuro del lavoro digitale: da una parte Airtable, sempre più orientata alla gestione di dati, workflow e agenti AI; dall’altra Miro, che sta trasformando il proprio workspace collaborativo in un ambiente nel quale persone e Intelligenza Artificiale lavorano insieme.

Da Evernote e WeTransfer a un portafoglio globale

Per comprendere ciò che sta costruendo Bending Spoons bisogna però allargare ancora lo sguardo.

Nel portafoglio della società sono entrati negli anni marchi come Evernote, WeTransfer, Meetup, StreamYard, Brightcove, Komoot, Vimeo, AOL ed Eventbrite, oltre a numerosi altri prodotti digitali. Bending Spoons dichiara di acquisire prodotti con l’obiettivo di mantenerli e gestirli nel lungo periodo, intervenendo profondamente su tecnologia, prodotto e performance economica.

Il modello è particolare e, inevitabilmente, discusso.

Alle acquisizioni sono spesso seguite profonde riorganizzazioni, comprese importanti riduzioni degli organici. È uno degli aspetti che ha generato più critiche verso la società e che fa parte del racconto della sua crescita. Bending Spoons sostiene però che il proprio obiettivo sia migliorare strutturalmente i prodotti acquisiti attraverso tecnologia, AI, engineering, monetizzazione e disciplina operativa, mantenendoli nel proprio portafoglio nel lungo periodo.

I risultati economici mostrano comunque la scala ormai raggiunta dal gruppo: Bending Spoons ha chiuso il 2025 con circa 1,31 miliardi di dollari di ricavi e al momento della documentazione pre-IPO il suo portafoglio superava i 500 milioni di utenti attivi mensili.

“Bending Spoons per me rappresenta qualcosa che va oltre le singole acquisizioni. Per anni abbiamo raccontato aziende italiane acquistate da gruppi stranieri; oggi una Tech nata a Milano si quota al Nasdaq e acquisisce piattaforme globali come Airtable e Miro a pochi giorni di distanza. È un cambio di prospettiva enorme. Non significa che ogni operazione sarà necessariamente vincente, ma significa che anche dall’Italia possiamo costruire aziende Tech con capitale, ambizione e dimensione per giocare da protagoniste sui mercati globali. Ed è esattamente il Tech Made in Italy che vogliamo raccontare.”

Max Brigida – Founder La Tech Made in Italy®

Dal Nasdaq parte una nuova fase

C’è poi una data che divide nettamente la storia recente di Bending Spoons in due: 1° luglio 2026.

Quel giorno la società si è quotata al Nasdaq, raccogliendo circa 1,7 miliardi di dollari e raggiungendo al debutto una valutazione di circa 18,4 miliardi.

Poco più di un mese dopo ha annunciato Airtable.

Il 4 settembre ne ha completato l’acquisizione.

Sei giorni dopo è arrivata Miro.

La sequenza racconta probabilmente meglio di qualsiasi dichiarazione quale possa essere la strategia della nuova Bending Spoons quotata: utilizzare capitale, tecnologia e capacità operativa per accelerare ulteriormente il consolidamento di grandi prodotti software globali.

E c’è un elemento che, visto dall’Italia, rende questa storia ancora più interessante.

Il centro di questa strategia rimane Milano.

Quando è una Tech italiana a comprare la tecnologia globale

Per anni il racconto dell’innovazione italiana è stato quasi sempre costruito nella direzione opposta.

Una startup nasce in Italia, cresce, raccoglie capitali internazionali e, quando raggiunge una certa dimensione, viene acquisita da un gruppo straniero.

Non c’è necessariamente nulla di negativo: le acquisizioni sono una componente fondamentale di qualsiasi ecosistema tecnologico.

Ma Bending Spoons sta mostrando anche l’altra possibilità.

Un’azienda tecnologica nata in Italia può diventare il compratore.

Può raccogliere capitali sui mercati internazionali, quotarsi al Nasdaq e utilizzare quella forza finanziaria e tecnologica per acquisire aziende americane ed europee, prodotti conosciuti globalmente e piattaforme utilizzate da milioni di persone.

Evernote. WeTransfer. Vimeo. AOL. Eventbrite. Airtable.

Ora Miro.

Non significa che ogni acquisizione avrà necessariamente successo, né che il modello Bending Spoons sia privo di rischi. Più aumenta la dimensione del portafoglio, più diventa complesso integrare, trasformare e far crescere contemporaneamente aziende molto differenti. La stessa società ha riconosciuto che la propria capacità operativa e la disponibilità di talento possono rappresentare un limite alla velocità delle acquisizioni.

Ed è proprio per questo che la storia diventa ancora più interessante.

Perché Bending Spoons sta provando a dimostrare che dall’Italia non si deve necessariamente partire per poi andare altrove.

Dall’Italia si può anche costruire un gruppo tecnologico capace di andare nel mondo e comprare tecnologia globale.

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