Complaion, la startup milanese delle certificazioni ISO per le PMI, chiude un round da 13,5 milioni
Una piccola impresa vuole partecipare a una gara pubblica oppure diventare fornitrice di un grande gruppo. A quel punto spunta il requisito e cioรจย serve una certificazione.
Quindi cominceranno settimane di moduli, procedure da scrivere e audit da preparare.
Per alleggerire questo percorso nasce Complaion, startup milanese delle certificazioni ISO che il 28 settembre 2026 ha annunciato un round da 13,5 milioni di euro.
A guidare l’operazione sono Eurazeo, gruppo di investimento francese, e Italian Founders Fund.
Si tratta di un progetto che combina una piattaforma digitale con un gruppo di auditor certificati, nellโottica di ridurre i tempi e accorciare la burocrazia delle piccole e medie imprese.
Che cosa fa Complaion
Le norme ISO sono standard internazionali che certificano come un’azienda governa un ambito preciso, dalla qualitร all’ambiente. Per molte PMI funzionano da lasciapassare: senza, restano fuori dai bandi e dalle catene di fornitura dei grandi gruppi. Complaion lavora proprio su questo passaggio.
Tra gli standard seguiti ci sono la ISO 9001, che riguarda la qualitร , la ISO 27001, sulla sicurezza delle informazioni, la ISO 14001, dedicata all’ambiente, e la ISO 42001, pensata per i sistemi di intelligenza artificiale.
A questi si aggiunge la prassi UNI/PdR 125 sulla paritร di genere, mentre sul fronte delle regole europee l’azienda accompagna le imprese su NIS2, la direttiva relativa alla sicurezza dal punto di vista informatico, e AI Act, il regolamento sull’intelligenza artificiale.
Tecnologia e persone: il modello di Complaion
Il servizio poggia su due gambe partendo da un software sviluppato in casa, che guida l’impresa nella raccolta dei documenti e nella preparazione delle procedure.
La seconda gamba riguarda un team di Lead Auditor certificati, che affianca il cliente fino alla verifica finale con l’esperienza che un programma da solo non puรฒ offrire.
Secondo la societร , il software si fa carico di buona parte del lavoro manuale, fino all’80%, e i tempi per ottenere la certificazione risultano fino a cinque volte piรน brevi. Questi sono nello specifico dati dichiarati dall’azienda e non verificati da fonti indipendenti: mostrano dove Complaion vuole fare la differenza: trasformare un percorso lungo e ricco di carte in un processo rapido e prevedibile.
I numeri della societร
Fondata a Milano nel 2024, Complaion dichiara oggi oltre 900 clienti in piรน di dieci Paesi europei, piรน di 1.000 audit portati a termine e un organico di oltre 40 persone. L’attivitร si concentra in Italia e in Spagna.
L’azienda sostiene inoltre che ogni certificazione seguita sia andata a buon fine, un dato fornito interamente dalla societร e quindi da leggere con prudenza.
Il bacino di riferimento รจ ampio. L’Italia, secondo i dati riportati da Forbes Italia, รจ il secondo mercato mondiale per volume di certificazioni ISO, e ogni nuova regola europea allarga la schiera di aziende che devono mettersi in regola.
Il round: chi investe e come saranno usati i fondi
Alla guida dell’operazione ci sono Eurazeo e Italian Founders Fund. Il gruppo di investitori conta undici nomi in tutto: accanto ai due lead ci sono fondi di venture capital come Sella Direct Ventures, K-Fund, 2100 Ventures, Enzo Ventures e Shapers, insieme a veicoli riconducibili a famiglie imprenditoriali europee, cioรจ Eden Ventures, Vesper, Ithaca e Vento.
Il capitale servirร a far crescere il team con piรน auditor certificati e specialisti di normative, a migliorare il software, a potenziare l’assistenza ai clienti e a spingere la crescita fuori dall’Italia.
Il primo passo sarร la Spagna, punto di partenza per rafforzare la propria posizione in Europa: in questo caso lโobiettivo dichiarato รจ raggiungere circa 1.000.000 di imprese di piccole e medie dimensioni che devono certificarsi per concorrere agli appalti pubblici o per qualificarsi come fornitrici dei grandi gruppi.
Chi c’รจ dietro Complaion
Alla guida ci sono tre cofondatori: Edoardo Tarricone, amministratore delegato con un passato in McKinsey, Marco Cortinovis, direttore operativo, e Alessandro Vaccarino, direttore tecnologico.
Si tratta di 3 professionisti che possiedono competenze che servono tutte a un servizio allโinterno del quale software e consulenza devono lavorare insieme.
Le voci dei protagonisti
Per Tarricone il rispetto delle regole deve servire a far crescere le imprese, non a rallentarle, e diventare un modo per accedere a nuove occasioni di business. Il CEO ha spiegato che con i nuovi fondi la societร assumerร piรน auditor certificati e specialisti di normative, continuerร a migliorare il software e proporrร servizi aggiuntivi alle PMI europee.
Da parte di Eurazeo, il General Partner Nicolas Debock ha spiegato di aver scelto Complaion perchรฉ il mercato รจ vasto e strutturale, e si allarga man mano che le imprese devono rispettare piรน regole.
Infine secondo Debock, il team fondatore conosce bene le sfide di chi vende alle aziende.
Perchรฉ Complaion conta per la tech Made in Italy
Il tessuto produttivo italiano รจ fatto soprattutto di piccole e medie imprese, che spesso non hanno al proprio interno persone dedicate alla compliance.
Per loro ogni nuova norma si traduce in tempo sottratto al lavoro quotidiano: perรฒ il rischio รจ restare fuori da appalti e forniture importanti per mancanza di un documento. Un servizio che riduce questo ostacolo risolve un problema concreto e molto diffuso.
La vicenda mostra anche come la tech italiana possa crescere in un settore meno appariscente dell’intelligenza artificiale generativa o della robotica, ma altrettanto solido.
Complaion nasce a Milano, raccoglie capitali da investitori italiani ed europei e sceglie di espandersi in Europa partendo dalla Spagna. Arrivare a 13,5 milioni di euro a circa due anni dalla fondazione dice molto sull’interesse dei fondi per la compliance come infrastruttura per le imprese.
Restano alcuni punti da osservare nei prossimi mesi. Il primo รจ la capacitร di far crescere il numero di Lead Auditor allo stesso ritmo dei clienti, perchรฉ la qualitร del servizio dipende anche dalle persone.
Il secondo รจ l’ingresso in un nuovo Paese, dove regole e abitudini delle imprese cambiano, ed infine ilย terzo riguarda il confronto con i consulenti tradizionali, che offrono giร servizi simili e che potrebbero rispondere con strumenti digitali propri.
Se Complaion riuscirร a tenere insieme software e competenza umana, potrร diventare un riferimento europeo per chi deve certificarsi.