Generative Bionics, i robot italiani entrano nell’industria
A gennaio era ancora un concept presentato al CES di Las Vegas. Sei mesi dopo era diventato un robot funzionante. E prima ancora di compiere un anno di attivitร , la societร che lo ha sviluppato aveva giร avviato collaborazioni industriali con Fincantieri ed Eni.
La storia di Generative Bionics รจ probabilmente una delle piรน interessanti che il Tech Made in Italy sta producendo nel campo della robotica e della Physical AI.
La societร nasce dall’esperienza accumulata all’Istituto Italiano di Tecnologia di Genova, dove per oltre vent’anni sono state sviluppate competenze nella robotica umanoide attraverso progetti come iCub, ergoCub e iRonCub. Nel dicembre 2025 Generative Bionics ha raccolto 70 milioni di euro, in uno dei piรน importanti round europei nel settore della robotica umanoide, guidato dal Fondo Intelligenza Artificiale di CDP Venture Capital con la partecipazione di AMD Ventures, Duferco, Eni Next, RoboIT e Tether.
Ma il capitale, in questo caso, รจ soltanto l’inizio della storia.
Perchรฉ Generative Bionics sta cercando di affrontare uno dei passaggi piรน difficili del Deep Tech europeo: trasformare anni di ricerca scientifica in una tecnologia che possa essere prodotta, industrializzata e utilizzata realmente nelle fabbriche.
Un robot, molte specializzazioni
Il cuore del progetto si chiama GENE.01.
Ed รจ interessante soprattutto per la filosofia con cui รจ stato progettato. Generative Bionics non vuole costruire un robot umanoide universale capace di fare qualsiasi cosa. GENE.01 nasce invece come piattaforma comune dalla quale sviluppare robot specializzati per differenti applicazioni industriali.
Il principio ricorda quello utilizzato nell’industria automobilistica: una stessa architettura di base puรฒ essere adattata a prodotti e utilizzi differenti.
ร una scelta importante perchรฉ il vero mercato degli umanoidi potrebbe non essere quello del robot generalista che abbiamo visto tante volte nei video dimostrativi, ma quello di macchine specializzate per svolgere attivitร precise all’interno di ambienti industriali reali.
GENE.01 integra Physical AI, sistemi di visione, controllo della forza e una pelle multimodale capace di percepire tocco, prossimitร , forza e temperatura. L’obiettivo รจ permettere al robot di comprendere anche ciรฒ che accade fisicamente intorno al proprio corpo e lavorare in maggiore sicurezza vicino alle persone.
Generative Bionics definisce questo approccio anche attraverso il concetto di โBody as Computeโ: l’intelligenza del robot non risiede soltanto negli algoritmi, ma emerge dall’integrazione tra AI, meccanica, sensori e struttura fisica.
Ed รจ proprio qui che la Physical AI diventa qualcosa di diverso dall’AI che abbiamo imparato a utilizzare attraverso uno schermo.
Con Fincantieri il robot diventa saldatore
La prima vera prova industriale arriverร nei cantieri navali.
A febbraio Generative Bionics e Fincantieri hanno annunciato un programma di collaborazione della durata prevista di quattro anni per sviluppare un robot umanoide saldatore destinato a operare accanto ai lavoratori.
Il robot dovrร essere in grado di muoversi all’interno dell’ambiente complesso di un cantiere navale, manipolare strumenti e utilizzare sistemi di percezione e visione per monitorare il cordone di saldatura.
I primi test sono previsti entro la fine del 2026 nel cantiere Fincantieri di Sestri Ponente, mentre le prime funzionalitร operative dovrebbero arrivare nel corso dei primi due anni del programma.
ร qui che la storia diventa particolarmente interessante.
Perchรฉ passare da un robot che cammina durante una dimostrazione a una macchina capace di lavorare ogni giorno in un cantiere significa affrontare affidabilitร , sicurezza, manutenzione, precisione, certificazione e ripetibilitร .
In altre parole: passare dalla robotica come ricerca alla robotica come industria.
โGenerative Bionics rappresenta esattamente uno dei passaggi che considero fondamentali per il Tech Made in Italy: trasformare ricerca, brevetti e competenze costruite nel nostro Paese in prodotti industriali capaci di competere nel mondo. Fincantieri ed Eni rendono questa storia ancora piรน interessante perchรฉ portano la tecnologia fuori dal laboratorio e dentro ambienti industriali reali. La vera sfida non รจ costruire un robot italiano. ร riuscire a costruire in Italia una nuova industria della robotica.โ
Max Brigida โ Founder La Tech #MadeinItalyยฎ
Poi arriva Eni
A settembre รจ arrivato un secondo segnale.
Eni e Generative Bionics hanno firmato un Memorandum of Understanding per esplorare l’utilizzo degli umanoidi in attivitร come ispezione, teleoperazione, assistenza remota e supporto in ambienti industriali complessi.
Ma la collaborazione potrebbe andare molto oltre la sperimentazione del robot.
Versalis e Finproject lavoreranno insieme a Generative Bionics anche sull’evoluzione del sistema piede-scarpa di GENE.01, cercando materiali e soluzioni piรน leggere, resistenti e capaci di assorbire gli impatti. Eni valuterร inoltre la possibilitร di mettere a disposizione siti industriali per future attivitร di produzione, assemblaggio e testing.
C’รจ persino un possibile utilizzo delle capacitร di High Performance Computing di Eni per l’addestramento e la validazione dei modelli di Physical AI.
Ed รจ forse questa la parte piรน interessante dell’accordo: non un grande gruppo che compra semplicemente un robot da una startup, ma due competenze industriali che provano a sviluppare insieme tecnologia, materiali, AI e processi produttivi.
Vent’anni di ricerca che diventano industria
Generative Bionics oggi conta circa 100 persone, quasi la metร con un PhD, e una parte importante del team proviene dall’IIT. GENE.01 stesso รจ passato dal concept mostrato al CES a una piattaforma funzionante in circa sei mesi.
Ma la velocitร degli ultimi mesi non deve trarre in inganno.
Dietro questa startup ci sono oltre vent’anni di ricerca italiana nella robotica umanoide. L’IIT ha concesso alla societร licenze esclusive su tecnologie chiave sviluppate in Italia, comprese alcune nate dalla collaborazione con INAIL.
Questo rende Generative Bionics un caso particolarmente interessante per il nostro ecosistema.
Da anni diciamo che l’Italia produce ricerca scientifica di qualitร ma incontra maggiori difficoltร quando deve trasformarla in imprese capaci di raggiungere dimensione industriale.
Qui stiamo osservando esattamente quel passaggio.
Ricerca IIT. Capitale italiano e internazionale. Competenze industriali. Una piattaforma proprietaria. Partnership con Fincantieri, Eni e anche Italdesign. E una tecnologia che punta a entrare nelle fabbriche.
Naturalmente siamo ancora all’inizio. Un accordo industriale non equivale a una produzione su larga scala e un prototipo funzionante non significa avere giร risolto le enormi difficoltร tecniche ed economiche della robotica umanoide.
Ma proprio per questo i prossimi due anni saranno particolarmente importanti.
La sfida non sarร piรน dimostrare che l’Italia sa costruire un robot umanoide.
Sarร dimostrare che sappiamo costruire un’industria italiana dei robot umanoidi