Computis, 2 milioni per cambiare i conti delle PMI
Per capire perché Computis abbia appena raccolto 2 milioni di euro in un round pre-seed bisogna partire da un problema molto concreto: le imprese producono ormai enormi quantità di dati digitali, ma per molti imprenditori capire come sta andando realmente l’azienda oggi continua a essere più complicato di quanto dovrebbe.
Computis nasce nel 2026 proprio per ridurre questa distanza tra il momento in cui i numeri vengono prodotti e quello in cui diventano utili per prendere decisioni.
La Tech Made in Italy fondata da Enrico Nicosia, Riccardo Donatelli e Leonardo Drici ha chiuso un round pre-seed da 2 milioni di euro, guidato da Techshop Capital con la partecipazione di Heartfelt, Zanichelli Venture, Vento, Alecla7, Alpha Ventures, Moonstone e P3Ventures.
L’obiettivo è costruire una piattaforma che metta insieme software, Intelligenza Artificiale, contabili e commercialisti, trasformando progressivamente la contabilità da fotografia del passato a strumento per interpretare il presente.
AI e commercialisti nello stesso modello
Uno degli aspetti più interessanti di Computis è che l’Intelligenza Artificiale non viene presentata come sostituto del commercialista.
L’AI viene utilizzata per automatizzare attività ripetitive come raccolta dei documenti, gestione delle fatture e riconciliazione bancaria. Un team di contabili controlla il processo e interviene quando necessario, mentre commercialisti partner continuano a occuparsi degli adempimenti, del bilancio e della consulenza.
È quindi un modello human + AI: la tecnologia gestisce una parte crescente delle operazioni, mentre il professionista può concentrarsi maggiormente sull’interpretazione dei dati e sul rapporto con l’impresa.
Ed è probabilmente questa una delle evoluzioni più interessanti dell’AI verticale. Non necessariamente sostituire una professione, ma modificare radicalmente come viene distribuito il lavoro al suo interno.
“Computis mi interessa perché applica l’AI a un problema concreto che riguarda milioni di imprese. Ma soprattutto mi piace il modello: non eliminare il commercialista, bensì utilizzare la tecnologia per ridurre il lavoro ripetitivo e aumentare quello a valore. La vera innovazione potrebbe essere trasformare la contabilità da archivio di ciò che è successo a strumento per decidere ciò che faremo.”
Max Brigida – Founder La Tech #MadeinItaly®
Dal bilancio annuale al bilancio in tempo reale
Computis sta lavorando anche a un concetto particolarmente interessante: il bilancio in tempo reale.
L’obiettivo è permettere all’imprenditore di avere una rappresentazione continuamente aggiornata della situazione economica e patrimoniale dell’azienda, senza dover aspettare che quei numeri emergano soltanto molto tempo dopo.
Naturalmente un bilancio civilistico richiede attività, valutazioni e adempimenti che non possono semplicemente diventare istantanei. Il punto è diverso: utilizzare i dati disponibili per offrire durante l’anno una fotografia economico-finanziaria sufficientemente aggiornata da diventare uno strumento decisionale.
A questo si aggiunge lo sviluppo di un AI Agent personalizzato, pensato per leggere i dati della singola impresa e individuare margini migliorabili, inefficienze o possibili aree sulle quali intervenire.
Il passaggio potrebbe essere significativo: dal software che registra ciò che è successo a un sistema che prova ad aiutare l’imprenditore a capire cosa sta succedendo.
Tre founder arrivati da Jet HR
C’è poi un altro elemento che racconta qualcosa sull’evoluzione del Tech Made in Italy.
I tre founder hanno lavorato insieme in Jet HR. Enrico Nicosia ha precedentemente lavorato anche in Spendesk, Riccardo Donatelli arriva da esperienze tra Amazon e Jet HR, mentre Leonardo Drici ha costruito prodotti tecnologici lavorando anche per Eurostar, MatchesFashion e Deliveroo.
È interessante perché mostra uno dei meccanismi attraverso i quali maturano gli ecosistemi tecnologici: persone che acquisiscono esperienza all’interno di una Tech in crescita e utilizzano successivamente quelle competenze per costruirne un’altra.
Non circola soltanto capitale. Circolano conoscenza, persone e capacità di execution.
La sfida sarà dimostrare che il modello scala
Computis è ancora all’inizio. Conta 9 persone e utilizzerà il capitale raccolto per accelerare go-to-market, operations e sviluppo del prodotto.
La vera prova sarà capire quanto il modello ibrido possa scalare.
Se AI e automazione permetteranno a contabili e commercialisti di gestire un numero crescente di imprese mantenendo qualità e controllo, la tecnologia potrà creare una leva importante. Se invece ogni nuovo cliente richiederà un aumento quasi proporzionale della componente umana, il modello rimarrà inevitabilmente più vicino a quello di una società di servizi.
Ed è proprio qui che nei prossimi anni si misurerà la differenza.
Perché una parte importante della rivoluzione dell’AI potrebbe essere molto meno spettacolare di quanto immaginiamo. Potrebbe avvenire dentro contabilità, payroll, procurement, amministrazione e compliance, eliminando migliaia di ore di attività ripetitive.
Computis parte dalla contabilità e da un round relativamente piccolo.
Ma la domanda alla quale prova a rispondere è decisamente più grande:
perché un imprenditore dovrebbe aspettare la fine dell’anno per capire qualcosa che i suoi dati potrebbero raccontargli oggi?