Una Made in Italy che insegna ai chirurghi come operare senza contatto

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UpSurgeOn: la startup italiana che insegna ai chirurghi come si opera senza toccare un paziente

 

Titolo descrittivo: UpSurgeOn: la startup italiana che insegna ai chirurghi come si opera senza toccare un paziente, nata dall’intuizione di due neurochirurghi milanesi e già operativa in 110 Paesi, la deep tech ha chiuso un round da cinque milioni per democratizzare la formazione chirurgica nel mondo

Una domanda molto importante  che ogni paziente dovrebbe potersi fare prima di entrare in sala operatoria è di sicuro la seguente: quante volte ha già eseguito questo intervento il chirurgo che mi opererà, e su cosa si è allenato per farlo?

Per decenni la risposta a questa domanda è rimasta imbarazzante in quanto la chirurgia si impara operando, spesso su pazienti reali, con supervisione crescente e margini di errore, i quali vengono accettati come parte importante e che non si può evitare quando si inizia il proprio percorso formativo.

UpSurgeOn è nata per cambiare questa risposta, avendo come obiettivo principale la trasformazione della modalità con la quale i chirurghi acquisiscono conoscenze e competenze prima ancora di utilizzare il  bisturi in una vera sala operatoria.

 

Parliamo di una realtà fondata a Milano da Federico Nicolosi e Giannantonio Spena, specialisti in neurochirurgia che hanno scelto di trasformare la propria esperienza clinica in tecnologia applicata.

Questa innovativa startup sviluppa sistemi di simulazione avanzata che consentono ai professionisti della sala operatoria di allenarsi in un  ambiente protetto, con un approccio simile per esempio a quello dei simulatori di volo utilizzati nella formazione dei piloti.

A marzo 2026 ha portato a termine una raccolta da cinque milioni di euro, con CDP Venture Capital nel ruolo di leader  e con la partecipazione di  un pool di co-investitori che comprende Simest, ma soprattutto Deep Blue Ventures, veicolo specializzato in tecnologie avanzate di FBH, Deep Ocean Capital e Azimut Libera Impresa.

La composizione del sindacato è significativa per la comprensione del progetto in quanto ha a che fare con capitale privato, e soprattutto con strumenti pubblici per l’internazionalizzazione e fondi focalizzati sul deep tech, i quali  hanno deciso di scommettere sull’eccellenza della chirurgia italiana, non solo nei bisturi, ma nella tecnologia che prepara chi li utilizza.

Principali limiti strutturali della formazione chirurgica tradizionale

Per capire il valore di quello che il team di UpSurgeOn ha sviluppato bisogna partire dalla realtà della formazione chirurgica tradizionale, che presenta alcuni problemi che non possono essere ignorati nel contesto della medicina moderna.
Il primo riguarda il rischio per il paziente, nel senso che è chiaro che durante le fasi iniziali di apprendimento di una tecnica chirurgica possono esserci più rischi e complicazioni rispetto alle fasi avanzate.

Questa è una realtà accettata nel sistema, ma che non è facile da giustificare e sostenere dal punto di vista etico, considerando che appunto ci sono per fortuna delle  alternative tecnologiche che possono concretamente eliminare ogni rischio.

Il secondo problema riguarda la disuguaglianza geografica in quanto è facile intuire che l’accesso a mentori esperti, centri di eccellenza e volumi operatori sufficienti per sviluppare competenze avanzate varia in maniera significativa per esempio tra un ospedale universitario europeo e un centro medico in una regione remota dell’Africa o del Sud-Est asiatico, andando a creare dei prevedibili divari formativi che andranno a impattare inevitabilmente la qualità delle cure.

UpSurgeOn risponde a entrambe queste sfide con una piattaforma che porta la sala operatoria nei laboratori di simulazione, eliminando il rischio dal processo di apprendimento, e soprattutto rendendo l’eccellenza formativa accessibile ovunque ci sia una connessione a internet.

La tecnologia: simulazione ibrida che unisce il mondo fisico e quello digitale

Il cuore dell’offerta di UpSurgeOn va ben oltre un semplice visore di realtà virtuale, costruendosi attorno a un sistema di simulazione ibrida che fonde ambienti immersivi virtuali, riproduzioni fisiche ad alta fedeltà del corpo umano e strumenti digitali di analisi delle performance, con soluzioni già adottate in oltre 110 Paesi.

L’approccio ibrido è una scelta tecnica precisa, perché la realtà virtuale pura offre immersività ma manca del feedback tattile fondamentale nell’esperienza chirurgica, mentre i modelli fisici tradizionali offrono quella sensazione ma non possono essere ripetuti all’infinito né valutati con metriche oggettive.

Combinandoli, UpSurgeOn ottiene qualcosa che nessuno dei due approcci da solo può offrire e cioè un’esperienza di addestramento che replica fedelmente le condizioni operative reali.

Questa esperienza può essere ripetuta un numero illimitato di volte, ed è  capace di produrre dati precisi sulle performance del chirurgo in formazione, dalla velocità di esecuzione alla gestione delle complicanze inattese.

Ogni sessione diventa così un momento di apprendimento misurabile e confrontabile, con metriche che possono essere usate per personalizzare il percorso formativo e per certificare il livello di competenza raggiunto prima che il professionista inizi a lavorare nella sala operatoria.

Le specialità coperte: dalla neurochirurgia all’ortopedia e oltre

In pochi anni dall’avvio, il team di UpSurgeOn ha sviluppato un portafoglio applicativo che copre alcune delle specialità chirurgiche più tecnicamente complesse, partendo dall’area di origine dei fondatori per espandersi progressivamente verso nuovi domini.

La neurochirurgia cranica e spinale rappresenta il punto di partenza naturale, coerente con il background clinico di Nicolosi e Spena.

Invece la chirurgia plastica e ricostruttiva, con le sue esigenze di precisione millimetrica, l’otorinolaringoiatria e l’ortopedia vanno a completare un portafoglio che continua ad allargarsi in maniera costante e regolare.

Chiaramente ogni nuova specialità richiede la costruzione di modelli anatomici specifici, nonché la calibrazione dei parametri di simulazione.

Si tratta di un lavoro portato avanti in collaborazione con le principali società scientifiche internazionali di riferimento che ha prodotto una presenza sempre più rilevante nella letteratura scientifica, grazie a studi pubblicati che validano concretamente l’efficacia della simulazione ibrida nel miglioramento delle performance chirurgiche reali.

La presenza globale: 110 Paesi e le principali aziende medtech mondiali come partner

I numeri della diffusione di UpSurgeOn raccontano una crescita internazionale che raramente si vede in startup italiane di questo settore, con le tecnologie dell’azienda già attive in oltre 110 Paesi e una presenza che copre Europa, Nord America, Medio Oriente, Asia e Africa.

La collaborazione con alcune delle principali aziende medtech mondiali rafforza ulteriormente questo posizionamento, con partner industriali che utilizzano le piattaforme di UpSurgeOn per la formazione dei propri chirurghi di riferimento e per la validazione clinica dei propri dispositivi medici.

A tutto questo va aggiunto l’importante riconoscimento di numerose società scientifiche internazionali le quali hanno inserito le simulazioni ibride nei propri programmi di aggiornamento professionale: questa è una validazione che va ben oltre il mercato visto che certifica la qualità scientifica dell’approccio sviluppato dall’azienda milanese.

Il round da 5 milioni e i piani di espansione internazionale

La raccolta completata a marzo 2026 porta il totale dei capitali raccolti da UpSurgeOn a 8 milioni di euro complessivi, che sono la somma dei cinque milioni dell’ultimo round e dei 3 ottenuti nel 2022 grazie al lavoro  di Guala Dispensing, che ha rappresentato il primo grande acceleratore industriale della società.

CDP Venture Capital ha guidato l’operazione attraverso il proprio fondo Evoluzione e grazie alla partecipazione di Simest attraverso le risorse del fondo gestito in convenzione con il Ministero degli Affari Esteri per l’internazionalizzazione, dettaglio che fa comprendere le ambizioni globali del progetto, al di là dei  numeri.

Come ha dichiarato Mario Scuderi, che coordina il  Fondo Evoluzione di CDP Venture Capital, in un settore dove la qualità della formazione chirurgica cambia parecchio in base al  contesto geografico, UpSurgeOn possiede la capacità concreta di ridurre la disuguaglianza su scala globale, portando standard formativi elevati in realtà che oggi ne sono prive.

I capitali acquisiti alimenteranno tre direttrici operative prioritarie e cioè  l’ingresso strutturato in nuovi mercati internazionali ad alto potenziale, lo sviluppo delle piattaforme verso specialità chirurgiche ancora scoperte, e ancora l’intensificazione della ricerca applicata al miglioramento delle competenze motorie avanzate in ambito operatorio.

Come ha dichiarato Federico Nicolosi, ogni decisione tecnologica e commerciale dell’azienda ha a che fare con la qualità delle cure che i chirurghi formati con queste piattaforme sapranno garantire ai loro pazienti.

Si tratta di una visione che finora ha ispirato e guidato ogni scelta fatta fin dalla fondazione.

Il mercato globale della formazione chirurgica avanzata è ancora largamente da costruire: in questo contesto UpSurgeOn si trova oggi in una posizione privilegiata per guidarne lo sviluppo partendo dall’eccellenza italiana.

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