Il talento tecnologico italiano non si esprime soltanto attraverso le aziende che nascono e crescono nel nostro Paese.
Esiste anche un’Italia dell’innovazione che opera oltre i confini nazionali, costruendo imprese, sviluppando tecnologie e attirando investimenti internazionali.
È il caso di Matilde Giglio, imprenditrice romana e cofondatrice di Even Healthcare, una startup nata a Bangalore, in India, con l’ambizione di trasformare il funzionamento della sanità privata attraverso un modello che integra assistenza medica, assicurazione sanitaria, prevenzione e Intelligenza Artificiale.
Il 19 ottobre 2026 Even Healthcare ha annunciato un round di Serie B da 50 milioni di dollari, guidato da Khosla Ventures, con la partecipazione di Alpha Wave e di investitori legati ad alcuni dei principali protagonisti della Silicon Valley, tra cui Founders Fund di Peter Thiel e 8VC di Joe Lonsdale.
L’operazione porta la raccolta complessiva della società oltre i 120 milioni di dollari, mentre la valutazione dell’azienda è triplicata negli ultimi 18 mesi.
Una notizia importante per il settore HealthTech internazionale, ma anche una storia che merita attenzione da parte dell’ecosistema tecnologico italiano.
Non perché Even Healthcare sia un’azienda Made in Italy. È una realtà nata e sviluppata in India. Ma perché dietro la sua crescita troviamo anche la visione imprenditoriale di un talento italiano capace di costruire un progetto tecnologico di dimensione internazionale.
Dall’esperienza internazionale a un nuovo modello sanitario
La storia di Matilde Giglio non comincia in India.
Dopo gli studi alla London School of Economics, l’imprenditrice ha avviato Compass News, una startup tecnologica dedicata all’informazione che utilizzava sistemi di machine learning per organizzare e rendere accessibili le notizie.
Successivamente ha lavorato nel venture capital, occupandosi anche di investimenti nei settori fintech e healthcare.
Il trasferimento in India nel 2019 le ha permesso di conoscere più da vicino le difficoltà di accesso alle cure mediche di una parte significativa della popolazione.
Da questa esperienza è nata l’idea di Even Healthcare, fondata insieme a Mayank Banerjee e Alessandro Ialongo.
Il progetto parte da una domanda apparentemente semplice: che cosa accadrebbe se il sistema sanitario fosse incentivato a mantenere le persone in salute, anziché guadagnare principalmente attraverso il numero di prestazioni effettuate?
Even ha costruito il proprio modello intorno a questo principio, integrando prevenzione, assistenza continuativa, gestione delle malattie croniche e cure ospedaliere.
I medici vengono valutati anche sulla qualità dei risultati clinici, sulle riammissioni e sulla soddisfazione dei pazienti, invece di essere incentivati esclusivamente in base al numero di interventi o esami.
È un approccio che cerca di allineare gli interessi economici dell’organizzazione con quelli dei pazienti.
L’Intelligenza Artificiale come infrastruttura della sanità
Uno degli elementi più interessanti del modello Even riguarda l’utilizzo dell’Intelligenza Artificiale.
La tecnologia non viene presentata come un semplice strumento aggiuntivo, ma come parte integrante dell’organizzazione dei processi sanitari.
Secondo quanto raccontato dall’azienda, i sistemi di AI analizzano informazioni cliniche, esami diagnostici e dati relativi agli interventi, confrontandoli con protocolli medici per individuare eventuali anomalie.
Assistenti vocali basati sull’Intelligenza Artificiale supportano inoltre il rapporto con i pazienti in oltre 60 lingue e dialetti indiani, contribuendo a ricordare terapie, organizzare controlli e semplificare le attività amministrative.
L’obiettivo è ridurre il carico burocratico sui professionisti sanitari e migliorare la continuità dell’assistenza.
I risultati comunicati da Even sono incoraggianti: la società dichiara oltre mezzo milione di iscritti in dieci città indiane e un tasso di riammissioni ospedaliere non programmate inferiore all’1% nei programmi monitorati.
Si tratta di dati aziendali, che andranno valutati nel tempo anche attraverso confronti clinici indipendenti. Ma dimostrano la direzione del progetto: utilizzare la tecnologia per ripensare l’intero servizio, non soltanto per digitalizzare procedure già esistenti.
Cinquanta milioni per crescere. E una domanda per l’Italia
Il nuovo finanziamento servirà ad accelerare l’espansione della rete ospedaliera di Even Healthcare.
La società prevede di aprire cinque nuovi ospedali a Bangalore nei prossimi sei mesi, aggiungendoli alle due strutture già operative, prima di estendere progressivamente il modello ad altre città indiane.
È un progetto ambizioso, sostenuto da investitori internazionali che hanno deciso di puntare su una visione imprenditoriale e su un modello sanitario ancora in fase di espansione.
Ma questa storia ci porta anche a una riflessione che va oltre l’India.
L’Italia è capace di formare ed esprimere talenti tecnologici che riescono a costruire imprese di rilevanza internazionale. Quanto siamo capaci, però, di creare le condizioni affinché queste imprese possano nascere e crescere anche nel nostro Paese?
Non sarebbe corretto interpretare automaticamente la scelta di Matilde Giglio come un esempio di fuga dei cervelli.
L’imprenditrice ha spiegato in precedenti interviste di aver individuato proprio in India il mercato e le condizioni per sviluppare il modello sanitario che aveva immaginato. La sua è stata quindi anche una scelta legata alla natura del progetto.
Eppure, il suo percorso apre una questione importante per il futuro dell’ecosistema italiano.
Non basta avere competenze e capacità imprenditoriali. Servono mercati, capitali, organizzazioni e condizioni che permettano alle idee di trasformarsi in aziende capaci di crescere su scala internazionale.
È lo stesso interrogativo che abbiamo affrontato nella nostra riflessione sul possibile ritorno dei talenti italiani dall’estero.
La sfida non è chiedere a tutti gli italiani di tornare. È costruire un Paese nel quale sempre più persone, italiane e straniere, possano scegliere di sviluppare le proprie ambizioni tecnologiche.