Nasce il 10º unicorno Tech Made in Italy

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Lo avevamo chiamato Soonicorn. Oggi Exein è il 10° unicorno del Tech Made in Italy

A marzo avevamo fatto una previsione.

Nella terza edizione dell’Italian Tech Landscape®, tra le migliaia di aziende analizzate per fotografare l’evoluzione dell’ecosistema tecnologico italiano, avevamo selezionato 9 Soon Unicorns: aziende che, per crescita, tecnologia, mercato e capacità di attrarre capitali, consideravamo tra le candidate più interessanti a raggiungere una valutazione superiore al miliardo.

Tra quelle nove aziende c’era Exein.

Sei mesi dopo, quella previsione si è trasformata in realtà.

La società romana di cybersecurity ha annunciato un nuovo round da 270 milioni di dollari che porta la sua valutazione a 1,7 miliardi di dollari, facendola entrare ufficialmente nel club degli unicorni. Il round, ampiamente oversubscribed, è stato guidato dal fondo internazionale Headline.

Per noi è una notizia che vale doppio.

Perché quando abbiamo pubblicato l’Italian Tech Landscape 2026, il nostro ecosistema contava 9 unicorni tech. Oggi quella fotografia cambia: Exein porta a dieci il gruppo individuato secondo il perimetro del nostro report.

Ma soprattutto dimostra quanto velocemente stia cambiando la dimensione del Tech Made in Italy.

Da 55 milioni a 1,7 miliardi in due anni

I numeri raccontano una crescita impressionante.

Nel 2024 Exein aveva una valutazione di circa 55 milioni di dollari. Oggi vale 1,7 miliardi.

Significa aver moltiplicato la propria valutazione di oltre 30 volte in appena due anni. Nel primo semestre del 2026 l’azienda ha inoltre generato un fatturato quasi doppio rispetto a quello dell’intero 2025 e prevede di chiudere l’anno quadruplicando i ricavi rispetto all’esercizio precedente.

Dietro Exein c’è una storia nata a Roma nel 2018 intorno alla visione del founder e CEO Gianni Cuozzo, insieme ai co-founder Gerardo Gagliardo, CFO, e Giovanni Alberto Falcione, CTO.

Una società italiana che ha scelto fin dall’inizio un terreno tecnologicamente complesso: portare la cybersecurity direttamente dentro i dispositivi.

Oggi la tecnologia Exein protegge, secondo i dati comunicati dalla società, oltre 2 miliardi di dispositivi connessi nei settori aerospace, automazione industriale, automotive, energia, healthcare e semiconduttori.

Un round internazionale da 270 milioni

Anche la composizione del nuovo round racconta molto della dimensione raggiunta dall’azienda.

L’operazione è guidata da Headline, con la partecipazione di Sofina, Goldman Sachs, European Investment Bank Group attraverso la European Tech Champions Initiative, KfW Capital e T.Capital, il corporate venture capital di Deutsche Telekom.

Continuano inoltre a sostenere Exein investitori già presenti come Balderton, HV, Intrepid Growth Partners, 33N Ventures, Lakestar, Supernova Invest, Blue Cloud Ventures e Geodesic Capital.

È significativo anche il coinvolgimento della European Investment Bank: l’operazione rappresenta il primo co-investimento diretto realizzato attraverso la facility ETCI, nata proprio per contribuire a colmare il gap europeo nel finanziamento delle scaleup tecnologiche.

Non stiamo quindi parlando soltanto di una startup italiana che raccoglie un grande round.

Stiamo parlando di una Tech Made in Italy che riesce ad attrarre alcuni dei principali capitali internazionali per competere su uno dei mercati tecnologici più strategici dei prossimi anni.

La nuova frontiera si chiama Physical AI

Ed è proprio qui che la storia di Exein diventa ancora più interessante.

L’Intelligenza Artificiale sta progressivamente uscendo dai computer e dal cloud per entrare nel mondo fisico.

Robot, droni, veicoli autonomi, macchinari industriali, dispositivi sanitari e infrastrutture stanno diventando sistemi capaci non soltanto di raccogliere informazioni, ma di percepire, decidere e agire autonomamente.

È la cosiddetta Physical AI.

E se le macchine diventano intelligenti, diventano inevitabilmente anche nuovi obiettivi per gli attacchi informatici.

Exein afferma di osservare oggi circa 5.000 nuovi attacchi non ripetitivi ogni settimana sulla propria rete di due miliardi di dispositivi, un volume cinque volte superiore rispetto allo scorso anno.

La risposta dell’azienda è costruire una nuova generazione di cybersecurity pensata specificamente per le macchine.

Exein ha già sviluppato Photon, una tecnologia di runtime security capace di intervenire a livello kernel per bloccare gli attacchi prima che possano essere eseguiti. Parallelamente sta addestrando un proprio foundation model per la sicurezza della Physical AI, utilizzando dati e telemetrie provenienti dalle macchine, con l’obiettivo di sviluppare agenti autonomi capaci di reagire agli attacchi alla stessa velocità con cui questi vengono generati.

Il capitale serve adesso per diventare globali

I 270 milioni non serviranno soltanto allo sviluppo tecnologico.

Exein vuole accelerare soprattutto negli Stati Uniti e nell’Asia-Pacifico, assumere nuovi talenti e utilizzare parte del capitale anche per operazioni di M&A capaci di completare il portafoglio tecnologico o accelerare l’espansione geografica. L’area Asia-Pacifico genera già circa metà dei ricavi della società.

Ed è forse questo il passaggio più importante.

Diventare unicorno non dovrebbe essere considerato il punto di arrivo.

La vera sfida comincia quando un’azienda italiana raggiunge dimensioni sufficienti per competere globalmente, attrarre centinaia di milioni di capitale internazionale, acquisire altre aziende, costruire tecnologia proprietaria e provare a diventare uno standard mondiale.

Exein oggi entra esattamente in questa fase.

Da Soon Unicorn a Unicorn

Quando abbiamo costruito l’Italian Tech Landscape 2026 non volevamo semplicemente contare le aziende tecnologiche italiane.

Volevamo provare a capire dove stava andando l’ecosistema.

Per questo avevamo individuato anche nove aziende che ritenevamo particolarmente vicine alla possibilità di compiere il salto successivo.

Exein era una di loro.

A distanza di pochi mesi, il passaggio da Soon Unicorn a Unicorn è diventato realtà.

E c’è un dato che per noi racconta perfettamente il momento che sta vivendo il Tech Made in Italy: nell’Italian Tech Landscape avevamo fotografato 9 unicorni e 9 Soon Unicorns.

Oggi possiamo aggiornare quella fotografia.

Uno dei Soon Unicorn è diventato Unicorn.

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