#184 Smart Cities e Unified Communication: Il modello Digital Life Simplifier
Descrizione
La tecnologia può diventare sempre più sofisticata, potente e avanzata. Ma se diventa difficile da utilizzare, rischia di perdere una parte importante del suo valore. È da questa riflessione che parte la puntata #184 de La Tech #MadeinItaly, registrata al VivaTech 2026 di Parigi, dove incontriamo Maurizio Berardo CEO di TecnoJest.
La visione dell’azienda è costruire un mondo più semplice ma fortemente informatizzato, sviluppando soluzioni tecnologicamente avanzate senza dimenticare le persone che dovranno utilizzarle. Un principio particolarmente importante in società nelle quali l’età media aumenta e la trasformazione digitale deve necessariamente confrontarsi anche con accessibilità e semplicità. TecnoJest parte inoltre da una convinzione precisa: hardware e software devono essere progettati insieme. Un software non può prescindere dalle caratteristiche dell’hardware che deve sostenerlo e, allo stesso modo, l’hardware acquista valore attraverso il software che lo utilizza.
Questa simbiosi assume anche una dimensione legata alla sostenibilità. Secondo Maurizio, progettare software ottimizzato significa poter utilizzare hardware che richiede meno capacità e meno risorse, evitando di sovradimensionare le macchine rispetto alle reali necessità delle applicazioni. Da questa idea è nato anche un centro di ricerca e ingegneria dedicato allo sviluppo di hardware progettato per ridurre consumi e impatto ambientale. Nel campo IoT, TecnoJest lavora inoltre sulla possibilità di concentrare un elevato numero di porte in volumi ridotti, con l’obiettivo di utilizzare meno materie prime.
L’azienda porta con sé circa vent’anni di esperienza non soltanto nell’IoT, ma anche nella Unified Communication, due mondi che TecnoJest ha deciso di integrare nelle proprie soluzioni. Ed è proprio da questa esperienza che nasce uno dei progetti più interessanti: Movida, una tecnologia pensata per il contesto urbano e per le amministrazioni locali.
L’idea parte da uno dei nostri sensi più importanti: l’udito.
Movida viene descritto da Maurizio come “un orecchio che ascolta la città”. Il sistema può misurare l’inquinamento acustico ma anche riconoscere determinati segnali sonori che possono rappresentare una situazione da segnalare. La scelta dell’udito non è casuale. TecnoJest parte dall’idea che un suono possa rappresentare un segnale immediato di qualcosa che sta accadendo nell’ambiente circostante. In questo modo il monitoraggio acustico può affiancare altre tecnologie già presenti nelle città, come la videosorveglianza.
Ma ascoltare uno spazio pubblico apre inevitabilmente una questione fondamentale: la privacy.
Ed è qui che entra in gioco un’altra scelta tecnologica importante. L’Intelligenza Artificiale utilizzata da Movida non lavora attraverso il cloud, perché questo richiederebbe di trasferire l’audio per poterlo elaborare. TecnoJest ha invece sviluppato una AI embedded direttamente sul dispositivo.
L’elaborazione avviene quindi localmente: secondo quanto spiegato da Maurizio, il sistema non trasporta l’audio, ma identifica sul dispositivo gli eventi rilevanti e genera l’allerta. Questo permette di combinare monitoraggio acustico e capacità di riconoscimento con una particolare attenzione alla tutela della privacy. La tecnologia deve inoltre confrontarsi con una complessità interessante quando viene portata fuori dall’Italia. Il rumore può essere universale, ma il significato di determinati suoni o parole cambia da un Paese all’altro. Una richiesta di aiuto, per esempio, deve essere riconosciuta nelle diverse lingue e nei differenti contesti.
Guarda il video del podcast
- #184 Maurizio Berardo | CEO Tecnojest
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