AB Group: biometano Made in Italy nel cuore dell’Europa

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AB Group: l’azienda bresciana che porta il biometano italiano nel cuore dell’Europa centrale

 

Titolo descrittivo: AB Group: l’azienda bresciana che porta il biometano italiano nel cuore dell’Europa centrale, e cioè a Horovce, in Slovacchia, la tecnologia BIOCH4NGE® trasforma scarti alimentari in energia rinnovabile per una città intera

C’è un tipo di eccellenza italiana che non fa rumore. Non nasce nelle startup milanesi, non raccoglie round milionari su TechCrunch, non finisce nelle classifiche degli unicorni europei.

Nasce in provincia di Brescia, cresce lavorando su problemi concreti e si fa conoscere costruendo impianti che funzionano davvero, in Italia e sempre più spesso all’estero.

AB Group, con base operativa a Orzinuovi, è una di queste realtà.
A inizio giugno 2026 ha completato in Slovacchia un progetto che stabilisce un record nell’Europa centrale e che racconta qualcosa di importante sul ruolo che la tecnologia italiana sta giocando nella sfida energetica del continente.

Non è solo un traguardo aziendale. È una storia che merita di essere conosciuta.

Un primato nell’Europa centrale: cosa è stato realizzato a Horovce

Il sito di Horovce, nella Slovacchia occidentale, ospitava già un impianto di generazione energetica da biogas.Funzionava, produceva elettricità, ma non sfruttava appieno le potenzialità del gas che trattava ogni giorno.

AB Group ha cambiato questa equazione trasformando quell’infrastruttura in qualcosa di molto più strategico per il sistema energetico locale e regionale.

Il risultato è un impianto capace di produrre e immettere nella rete del gas 57.000 MWh di biometano rinnovabile ogni anno, una quantità che copre l’intero fabbisogno energetico di un centro urbano di piccole dimensioni.

Questo volume di produzione posiziona l’impianto come il punto di riferimento del settore nell’area che comprende Slovacchia e Repubblica Ceca, due Paesi fortemente dipendenti storicamente dai combustibili fossili importati.

La materia prima che alimenta tutto questo processo sono scarti organici dell’industria alimentare locale:si tratta di materiali che normalmente richiedono smaltimento e che invece qui diventano carburante pulito, pronto per essere distribuito nelle abitazioni e nelle industrie della regione attraverso le reti esistenti.

Ciò che era un problema di gestione dei rifiuti diventa una risorsa energetica. È questo il cuore del progetto.

BIOCH4NGE®: la tecnologia proprietaria al centro di tutto

Il sistema che ha reso possibile questa trasformazione porta un nome preciso: BIOCH4NGE®. Parliamo di una tecnologia sviluppata interamente dai laboratori di AB Group attraverso anni di ricerca e sperimentazione sul campo.

Il principio di funzionamento si basa sulla separazione a membrane: il biogas grezzo viene fatto passare attraverso una serie di membrane selettive, che separano il metano dai componenti non energetici come anidride carbonica e vapore acqueo.

Il risultato è biometano ad alta purezza, perfettamente compatibile con gli standard di immissione nelle reti di distribuzione del gas naturale già esistenti, senza necessità di infrastrutture aggiuntive.

Rispetto ad altri sistemi di upgrading disponibili sul mercato, BIOCH4NGE® si distingue per la combinazione tra rendimento elevato, semplicità operativa e adattabilità a contesti industriali molto diversi tra loro.

Non è una tecnologia da laboratorio in cerca di applicazione. È già operativa in decine di installazioni in tutto il mondo, frutto di una strategia di sviluppo che ha privilegiato la validazione pratica rispetto all’annuncio anticipato.

Questa credibilità tecnica è la ragione principale per cui il gruppo Reticulum ha scelto AB Group per il proprio impianto di maggiore dimensione nell’area.

Perché il biometano è diventato una priorità per l’Europa

Per capire davvero il peso di questa notizia bisogna partire dal contesto energetico che l’Europa sta attraversando dall’inizio del decennio. La crisi del gas del 2022 ha reso evidente quanto fosse precaria la dipendenza del continente dalle importazioni di combustibili fossili.

Quella crisi ha spinto le istituzioni europee a ridefinire le priorità energetiche con una velocità senza precedenti, e il biometano è emerso come una delle risposte più concrete e rapidamente implementabili.

Tre caratteristiche lo rendono particolarmente interessante rispetto ad altre fonti rinnovabili.

Prima caratteristica: è programmabile. A differenza dell’energia solare o eolica, non dipende dalle condizioni atmosferiche e può essere prodotto, stoccato e distribuito secondo le effettive necessità della rete, garantendo continuità di fornitura in qualsiasi condizione.

Seconda caratteristica: usa reti già esistenti. A differenza dell’idrogeno, che richiederebbe infrastrutture di trasporto completamente nuove con investimenti enormi, il biometano può viaggiare nei gasdotti già presenti sul territorio senza modifiche significative.

Terza caratteristica: è locale. Viene prodotto da risorse disponibili sul territorio, riducendo strutturalmente la dipendenza dall’import e creando valore economico nei Paesi in cui viene generato.

Queste tre caratteristiche spiegano perché la Commissione Europea abbia fissato l’obiettivo di raggiungere 35 miliardi di metri cubi di produzione annua entro il 2030, un traguardo che richiede di triplicare la capacità produttiva attuale del continente in meno di un decennio.

Ogni nuovo impianto come quello di Horovce è un passo concreto verso quell’obiettivo.

AB Group nel mondo: 22 Paesi e una reputazione costruita progetto per progetto

La presenza internazionale di AB Group non è il risultato di una crescita improvvisa. Si è costruita nel corso di anni attraverso un approccio che privilegia la qualità e l’affidabilità delle installazioni rispetto alla velocità dell’espansione.

Oggi il gruppo opera in 22 Paesi con tecnologie per la produzione e la valorizzazione energetica da fonti rinnovabili e biomasse, con un portafoglio clienti che include operatori industriali di diverse dimensioni e settori.

La solidità di questa presenza è la migliore carta di presentazione che un’azienda del settore possa avere, in un mercato dove i committenti cercano partner tecnici affidabili e non sperimentatori.

Angelo Baronchelli, Presidente di AB Group, ha descritto la filosofia che guida questa crescita in modo diretto: ogni impianto costruito dimostra che dagli scarti si può ricavare una risorsa energetica strategica, che il percorso verso l’autonomia energetica locale è percorribile con tecnologie già disponibili e che la decarbonizzazione non è un obiettivo astratto ma qualcosa di misurabile in MWh immessi in rete ogni anno.

È una visione che si traduce in impianti che funzionano. E questa è la forma di innovazione industriale più solida che esista.

L’Italia industriale che esporta tecnologia: il modello che va raccontato

Nel dibattito pubblico sull’innovazione italiana, l’attenzione tende a concentrarsi quasi esclusivamente sulle startup digitali, sui round di finanziamento, sugli unicorni e sui campioni del software.

È comprensibile in quanto  sono storie visibili, con numeri grandi e protagonisti riconoscibili.

Ma il Tech Made in Italy ha una dimensione industriale profonda che quasi sempre rimane nell’ombra, e che forse vale ancora di più perché produce lavoro stabile, export concreto e valore economico reale in settori strategici per il futuro.

AB Group è un esempio preciso di questo modello: un’impresa con radici solide nel territorio bresciano, una specializzazione tecnologica sviluppata in decenni di lavoro e la capacità di portare quella specializzazione su mercati internazionali molto diversi tra loro.

Il progetto di Horovce non è solo il completamento di una commessa. È la dimostrazione che l’Italia sa costruire tecnologie per la transizione energetica europea, che sa esportarle e che sa farle funzionare.

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