Quando il Tech Made in Italy inizia a crescere acquisendo tecnologia
A poco più di un mese dall’annuncio di un finanziamento da 20 milioni di euro, Underdogs Group compie un nuovo passo nella propria strategia di crescita. Il gruppo milanese ha perfezionato l’acquisizione di Nextatlas, società torinese specializzata nello sviluppo di intelligenza artificiale per prevedere le tendenze dei mercati e i cambiamenti nei comportamenti dei consumatori.
L’operazione, annunciata il 2 novembre 2026, porta all’interno di Underdogs una piattaforma tecnologica proprietaria nata in Italia, con l’obiettivo di integrare le capacità predittive dell’AI nei processi di marketing, advertising e analisi dei dati.
Ma la notizia va oltre il settore pubblicitario. Per il Tech Made in Italy rappresenta un esempio concreto di un fenomeno che sta diventando sempre più interessante: aziende tecnologiche italiane che raccolgono capitale e lo utilizzano per acquisire altre imprese, consolidare competenze e costruire gruppi capaci di competere sui mercati internazionali.
Nextatlas, da Torino l’intelligenza artificiale che studia il futuro
Fondata nel 2012 a Torino dai fratelli Luca e Alessio Morena, Nextatlas sviluppa una piattaforma di trend forecasting basata sull’intelligenza artificiale.
Il suo obiettivo è individuare i segnali che anticipano l’evoluzione dei mercati, analizzando i comportamenti e i contenuti prodotti da persone particolarmente attente alle novità, i cosiddetti early adopter.
Secondo quanto comunicato dall’azienda, la piattaforma analizza in tempo reale contenuti provenienti da oltre 300.000 early adopter, utilizzando modelli AI proprietari e competenze di ricerca per trasformare questi segnali in informazioni utili alle decisioni aziendali.
È un approccio che trova applicazione in settori come moda, bellezza e food & beverage, nei quali comprendere in anticipo l’evoluzione delle preferenze dei consumatori può incidere sulle scelte di prodotto, sul posizionamento dei brand e sulle strategie commerciali.
La differenza rispetto alle tradizionali analisi di mercato riguarda soprattutto la capacità di osservare continuamente una grande quantità di segnali digitali e individuare correlazioni che potrebbero anticipare l’affermazione di nuove tendenze.
Naturalmente, prevedere non significa conoscere con certezza il futuro. Il valore di queste tecnologie dipende dalla qualità dei dati, dall’affidabilità dei modelli e dalla capacità delle imprese di utilizzare le informazioni ottenute.
Underdogs, dai 20 milioni alle acquisizioni
Per Underdogs Group, l’acquisizione rappresenta un passaggio coerente con la strategia industriale annunciata poche settimane prima.
Il 29 settembre il gruppo aveva comunicato un finanziamento da 20 milioni di euro, guidato da Nextalia Investment Management attraverso il fondo Nextalia Ventures, con l’obiettivo di accelerare una strategia di acquisizioni nei settori DataTech, MarTech e AdTech.
Un’operazione che avevamo già raccontato nel Magazine nell’articolo “Underdogs: la Tech Made in Italy che conquista il MarTech europeo”.
Allora il tema centrale era la volontà di costruire una piattaforma tecnologica europea attraverso acquisizioni mirate. Oggi, con l’ingresso di Nextatlas, quella strategia inizia a tradursi in operazioni concrete.
Il gruppo aveva dichiarato oltre mille clienti a livello europeo, 140 dipendenti e ricavi pro forma superiori a 20 milioni di euro. Dati comunicati in occasione del finanziamento di settembre, che descrivono la dimensione raggiunta dal gruppo prima di questa nuova acquisizione.
Il valore economico dell’acquisto di Nextatlas non è stato reso noto.
Dall’analisi dei dati all’AI agentica
Uno degli aspetti più interessanti dell’operazione riguarda l’evoluzione del software predittivo.
Tradizionalmente, le analisi delle tendenze vengono elaborate da ricercatori e analisti, trasformate in report e successivamente utilizzate dalle aziende per orientare le proprie decisioni.
Nextatlas sta lavorando verso un modello differente, nel quale gli insight predittivi possono essere integrati direttamente nei sistemi dei clienti e interrogati anche da agenti AI.
L’obiettivo è rendere la previsione una funzione continuativa dei processi aziendali, anziché un’attività periodica affidata esclusivamente a studi e report.
È una direzione che potrebbe modificare il modo in cui le imprese utilizzano i dati: non soltanto per interpretare ciò che è già accaduto, ma per aggiornare più frequentemente le proprie decisioni sulla base di segnali emergenti.
L’integrazione con Underdogs potrebbe permettere di collegare queste capacità predittive alle attività operative di marketing e advertising, riducendo la distanza tra analisi e applicazione.
Resta però una distinzione importante: l’annuncio indica una strategia di integrazione e sviluppo, non dimostra ancora quali risultati commerciali produrrà né quanto queste funzionalità siano già diffuse tra i clienti.
Il valore industriale del software proprietario italiano
L’acquisizione di Nextatlas mette in evidenza un tema centrale per la competitività tecnologica italiana: il valore delle imprese che sviluppano software, algoritmi e piattaforme proprietarie.
In un mercato nel quale molte aziende utilizzano strumenti di intelligenza artificiale sviluppati da grandi operatori internazionali, costruire competenze tecnologiche proprie significa poter controllare una parte più significativa del prodotto e della sua evoluzione.
Nextatlas porta nel gruppo Underdogs un patrimonio di competenze nell’analisi dei dati, nella modellazione predittiva e nello sviluppo di applicazioni AI.
Per il gruppo acquirente, la sfida sarà trasformare queste capacità in un’offerta tecnologica integrata, capace di servire clienti e mercati differenti senza perdere la specializzazione che ha reso interessante la società torinese.
L’acquisizione, da sola, non garantisce questo risultato. Integrare tecnologie, team e modelli commerciali richiede investimenti e capacità organizzative. Ma rappresenta un passaggio concreto nella costruzione di un gruppo italiano con ambizioni europee.
Una nuova fase per il Tech Made in Italy
La storia di Underdogs e Nextatlas si inserisce in un cambiamento più ampio dell’ecosistema tecnologico italiano.
Accanto alle startup che cercano finanziamenti per sviluppare i propri prodotti, stanno emergendo imprese che utilizzano il capitale per acquisire altre realtà tecnologiche e costruire piattaforme industriali più grandi.
È un percorso che richiede attenzione non soltanto alla dimensione delle operazioni, ma anche alla qualità delle tecnologie acquisite, alla capacità di integrarle e al valore che queste possono generare nel tempo.
Nel settore MarTech Made in Italy, questa evoluzione potrebbe favorire la nascita di gruppi capaci di combinare software, dati, intelligenza artificiale e competenze commerciali.
È anche una delle trasformazioni che rendono importante continuare a osservare e mappare l’ecosistema attraverso l’Italian Tech Landscape®: comprendere non soltanto quante imprese tecnologiche sviluppiamo in Italia, ma quali riescono a crescere, consolidarsi e competere su scala internazionale.
Per anni una delle domande più ricorrenti è stata chi avrebbe acquistato le aziende tecnologiche italiane di maggiore interesse.
Operazioni come questa suggeriscono che la domanda possa iniziare a cambiare.
E se una parte della prossima crescita del Tech Made in Italy arrivasse proprio dalle imprese italiane capaci di acquisire e valorizzare altra tecnologia sviluppata nel Paese?
Nel caso di Underdogs e Nextatlas, la risposta dipenderà dai risultati dell’integrazione e dalla capacità di trasformare la tecnologia predittiva in un vantaggio industriale duraturo.
Ma un primo passo è stato compiuto: un gruppo italiano ha acquisito una piattaforma AI sviluppata in Italia per costruire un progetto tecnologico più grande.